
Ratko Mladic ha ribadito che non riconosce il Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi) al quale verrà estradato prossimamente, e ha sottolineato che comunque in vista del processo intende difendersi. Secondo quanto riferisce oggi il quotidiano "Vecernje Novosti", l'ex generale serbo bosniaco - a differenza di quanto fatto da Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic - ha intenzione di cercarsi un valido avvocato difensore per confutare le accuse di genocidio e crimini contro l'umanità contestategli dalla giustizia internazionale. Come consigliere legale Mladic ha fatto il nome di Smilja Avramov, una professoressa in pensione esperta di diritto che lui conosce bene. Mladic, che dalla sua cattura giovedì a Lazarevo (Nordest della Serbia) è detenuto in una cella del Tribunale speciale per i crimini di guerra di Belgrado, ha chiesto un computer e un registratore. Come riferisce il quotidiano "Kurir", la richiesta è legata ai problemi motori dell'ex generale, che in seguito ai tre ictus dai quali è stato colpito nei sedici anni di latitanza ha la parte destra del corpo, compresa la mano, quasi del tutto fuori uso e fa quindi molta fatica a reggere una penna per scrivere. Lo stesso giornale riporta quello che Mladic ha mangiato ieri in cella, su consiglio di un nutrizionista: pane, burro e marmellata a colazione; pesce con purè di patate a pranzo; carne di pollo con verdure bollite a cena. ATS
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