
Ratko Mladic, apparso oggi per la prima volta davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale (Tpi) all'Aja non si è dichiarato nè innocente nè colpevole delle accuse di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio per la guerra di Bosnia. Una nuova udienza è stata convocata tra un mese, come previsto dalla procedura: per il 4 luglio alle 10:00. Il giudice olandese Alphons Orie ha letto in aula una sintesi dell'atto di imputazione che in 37 pagine raccoglie gli 11 reati di cui è accusato, incluso genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Ma anche torture, distruzione fisica e sterminio contro la comunità musulmana di Bosnia. Mladic ha ascoltato la lettura con sguardo attento ed espressione truce. Quando il giudice ha fatto riferimento alla strage di Srebrenica e all'assedio di Sarajevo ha scosso la testa vigorosamente in segno di totale disapprovazione. L'ex capo dei militari serbo bosniaci ha detto di avere bisogno di "più che un mese" per studiare le accuse contro di lui. Ma come previsto, Orie ha convocato una nuova udienza tra 30 giorni. Mladic - che ha molto gesticolato durante l'udienza - ha chiesto una sospensione per parlare in privato con il suo avvocato usando ancora una volta il linguaggio de gesti: ha fatto il segno del "time out" come si usa nelle partite di pallacanestro. Il generale Ratko Mladic ha usato gli ultimi minuti dell'udienza davanti al Tpi per dire "al mondo" che lui "ha agito in difesa del suo popolo e del suo paese" e non ha ucciso individui "in quanto musulmani o croati". "Non ho ucciso in Libia o in Africa, ho solo difeso il mio paese", ha dichiarato. Mladic ha anche detto di non avere paura di nessuno ("io sono il generale Ratko Mladic") e che la sua durata "dipende da chi sta sopra di noi". ATS
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