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Minneapolis ricorda George Floyd
Foto Shutterstock
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Redazione
6 anni fa
Folla nella capitale del Minnesota per ricordare il 46enne ucciso durante un fermo di polizia

Migliaia di persone hanno affollato oggi Minneapolis per la prima commemorazione funebre pubblica di George Floyd, l’afroamericano di 46 anni che ha sollevato un’ondata di proteste in tutto il Paese per essere stato soffocato brutalmente a terra da quattro agenti bianchi mentre rantolava “non riesco a respirare” durante un arresto per il presunto spaccio di una banconota falsa da 20 dollari.

“Ho visto molti americani di razze ed età differenti marciare insieme e alzare la loro voce insieme, siamo ad un punto di svolta”, ha detto il reverendo newyorchese Al Sharpton, noto leader nella lotta per i diritti civili, poco prima di ricordare la vittima in un discorso emozionante nel grande santuario della North Central University, presenti i famigliari e il loro avvocato.

Omicidio volontario

La cerimonia arriva all’indomani della svolta nelle indagini, con la procura che ha aggravato l’imputazione per l’ex agente Derek Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario e ordinato l’arresto dei suoi tre colleghi accusandoli di complicità. Come chiedevano la famiglia e i manifestanti che hanno infiammato l’America. E che adesso, nonostante i 10 mila arresti eseguiti finora, continuano a scendere in piazza più pacificamente per chiedere riforme contro le iniquità razziali e gli abusi delle forze dell’ordine, mentre il Senato si appresta a votare l’abolizione della stretta al collo e la Virginia a rimuovere la statua del generale sudista Robert E. Lee. I quattro poliziotti devono comparire davanti al tribunale nelle prossime ore.

Ucciso dal razzismo

“Non è stato il coronavirus ad uccidere George Floyd ma la pandemia di razzismo e discriminazione”. Lo ha detto Benjamin Crump, uno degli avvocati dalla famiglia, ricordando la figura della vittima nella commemorazione in corso a Minneapolis. Dall’autopsia è emerso che Floyd era positivo al Covid-19. “Quello che abbiamo visto in quel video è inumano, non cooperate con la malvagità, non cooperate con l’ingiustizia, protestate contro, tutti noi meritiamo qualcosa di meglio”, ha aggiunto riferendosi alle immagini della morte di Floyd. Il legale ha denunciato il razzismo, chiesto un’ampia riforma della giustizia e invitato a combattere per tutti i George Floyd sconosciuti del mondo, elencando i nomi di altri afroamericani vittime della brutalità della polizia.

La Bibbia non è propaganda

Il noto reverendo afroamericano Al Sharpton, invece, ha attaccatto duramente Donald Trump . “Mai visto nessuno tenere una Bibbia così ma mi piacerebbe che la leggesse”, ha detto riferendosi alla copia brandita dal presidente davanti alla St. John Church dopo aver fatto sgomberare la folla davanti alla Casa Bianca. “Non si può usare la Bibbia come strumento di propaganda”, ha aggiunto. “Quello che è successo a George Floyd è quello che accade ogni giorno nelle comunità d’America, è tempo per noi di prendere posizione, di toglierci quel ginocchio dal nostro collo”, ha aggiunto scaldando il pubblico, alzatosi in piedi ad applaudire.

Pelosi a Trump

Intanto, la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi, terza carica dello stato, ha scritto una lettera al presidente Donald Trump esprimendo preoccupazione per quella che considera una “eccessiva militarizzazione” della capitale federale Washington. Pelosi parla anche di una “mancanza di chiarezza che potrebbe aumentare il caos”, chiedendo un elenco di tutte le agenzie federali coinvolte nel fronteggiare le proteste e chiedendo spiegazioni “sul ruolo e le responsabilità dei soldati e degli agenti delle forze dell’ordine federali che stanno operando nella città”.

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