
I reati che ha commesso non prevedono l'arresto. Con questa motivazione, un 51enne di Lavena Ponte Tresa che ha minacciato di morte a due riprese l'assessore Nicola Fierravanti è stato subito rimesso in libertà. Una decisione che suscita indignazione nel paese di confine.
Il 51enne, disoccupato con problemi di tossicodipendenza, aveva minacciato di morte l'assessore una prima volta a metà aprile. Si era recato sotto casa sua e lo aveva aggredito verbalmente, tanto da rendere necessario l'arrivo dei carabinieri. In tasca gli erano poi stati trovati tre coltelli a serramanico, ma lui se l'era cavata con un divieto di avvicinarsi all'amministratore.
Divieto che non ha rispettato, visto che martedì si è ripresentato davanti alla casa di Fierravanti, proferendo le stesse minacce.
Ancora una volta in loco sono giunti i carabinieri, che hanno ammanettato l'uomo e che l'hanno trasportato al carcere varesino dei Miogni. Ma poche ore dopo il 51enne è già stato rilasciato.
Tra gli amministratori comunali di Ponte Tresa serpeggia la paura. "Noi non abbiamo la scorta, siamo soli e le aggressioni sono in aumento" ha affermato il sindaco, Pietro Roncoroni.
Dal canto suo il 51enne, che è quindi di nuovo in libertà, si è giustificato così: "Quando vedo l'assessore mi viene il mal di pancia."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

