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Milano: schiavi nomadi venduti per elemosina
Redazione
12 anni fa
Un'inchiesta della procura del capoluogo lombardo ha portato alla luce un'inquietante situazione di schiavismo

Non soltanto persone con serie menomazioni fisiche costrette a mendicare per le strade di Milano e pestate con violenza se a fine giornata non avevano in mano tra i 30 e i 50 euro, ma anche esseri umani letteralmente venduti come ai tempi dello schiavismo. È il quadro inquietante che emerge da un'inchiesta della Procura milanese che nel tardo pomeriggio di oggi ha portato gli agenti della polizia locale ad eseguire un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di una decina di persone. Si tratta di nomadi di origine romena, appartenenti a due diversi clan familiari, che avrebbero gestito per mesi il racket dell'accattonaggio nel capoluogo lombardo con un giro d'affari di decine e decine di migliaia di euro. L'inchiesta segue un' altra importante operazione che poco più di due anni fa aveva portato ad una dozzina di arresti, documentando "l'inferno" che un centinaio di romeni di tutte le età aveva vissuto per mesi nelle vie di Milano, costretti con sevizie di ogni genere a raccogliere l'elemosina o a dedicarsi ai furti. In questa nuova indagine, però, gli inquirenti hanno dovuto contestare addirittura il reato previsto dall'articolo 602 del codice penale italiano che punisce chiunque "acquista o aliena o cede" uno schiavo, oltre alle più "comuni" ipotesi di riduzione in schiavitù e tratta di schiavi.

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