
La Procura di Milano nelle prossime ore inoltrerà all'ufficio del giudice per le indagini preliminari (gip) la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per il 35enne accusato di aver ucciso ieri mattina, nel loro appartamento in pieno centro, la madre di 73 anni, ereditiera di una nota famiglia italo-svizzera di immobiliaristi. Stando a quanto appurato per ora nelle indagini dei carabinieri della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo, coordinate dal pubblico ministero Ilaria Perinu, l'uomo avrebbe colpito la madre alla testa con un attrezzo da palestra. Non risulta, al momento, agli inquirenti che il 35enne l'avesse già aggredita in passato.
Stato confusionale
Il 35enne non è stato interrogato per ora e non è riuscito a dire nulla sulle ragioni del gesto, ma è rimasto sempre in stato catatonico e confusionale. E' piantonato in stato di fermo nel reparto di psichiatria del Policlinico di Milano. Da quanto si è saputo l'uomo, difeso dall'avvocato Francesco Isolabella, in passato è stato visitato e seguito privatamente per problemi psichici, anche se dalla documentazione raccolta nelle indagini non risultano ricoveri. Da qui la decisione della Procura di chiedere per ora la custodia in carcere. Ci saranno poi l'interrogatorio e la decisione del gip. Successivamente nelle indagini potranno essere svolte consulenze o perizie sul suo stato mentale, che influiranno semmai anche sul fatto che l'uomo debba stare in carcere o in una struttura di cura in regime di custodia cautelare.
Il legame della famiglia con la Svizzera
Stando a quanto riportano diversi portali italiani, nel 1978 il fratello della vittima era stato rapito dalla ‘ndrangheta nell’hinterland di Milano ed era stato poi ucciso dai suoi carcerieri. Il drammatico evento aveva lasciato un segno profondo nella famiglia. L’ereditiera e il marito avevano deciso di spostarsi in Svizzera proprio per timore di vivere nuovamente un dramma simile. E in Ticino, nell’ospedale di Lugano, era nato il loro figlio.

