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Estero
Milano: bomba contro caserma, libico aveva piano studiato da tempo
Redazione
17 anni fa

L'attentatore libico Mohamed Game, che ieri mattina ha fatto esplodere un ordigno all'ingresso della caserma Santa Barbara di Milano rimanendo gravemente ferito, era ben determinato a portare avanti il suo gesto e a far male a quante più persone possibili e aveva un piano a cui stava pensando da tempo. È quello che emerge dalle indagini che stanno cercando di fare chiarezza anche sull'eventualità che il libico, assieme al connazionale e all'egiziano fermati oggi, avesse progetti su altri attentati da compiere. Domani si terrà l'udienza di convalida dell'arresto davanti al giudice dell'udienza preliminare (gup) Franco Cantù Rajnoldi, mentre l'udienza per la convalida dei fermi dell'egiziano Abdel Hady Kol e del libico Mohamaed Israfel si terrà probabilmente dopodomani. I due, a quanto si è appreso, rispondono anche di concorso in strage assieme a Game e gli inquirenti stanno valutando una possibile iscrizione per il reato di associazione finalizzata al terrorismo. Non ci sarebbero allo stato altri indagati nell'inchiesta. Gli investigatori sono al lavoro anche per capire se nei computer e nei file degli indagati sia presente materiale riguardante progetti terroristici e stanno cercando di capire quanto esplosivo non è saltato in aria ieri mattina, per avere un quadro sulla portata del gesto. Sempre a quanto si è appreso, gli investigatori hanno avuto molta cautela nel perquisire l'abitazione in via Gulli, nella disponibilità di Game e Kol, dove è stato ritrovato nitrato d'ammonio e sostanze chimiche, vista la pericolosità e l'ingente quantitativo delle sostanze presenti nell'appartamento. Intanto il ministro dell'interno italiano Roberto Maroni, al termine della riunione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, ha indicato che Game ha pronunciato frasi in arabo al momento dell'esplosione, poi in ambulanza ha parlato in italiano e ha fatto riferimento alle missioni militari all'estero. "Quindi quanto ha fatto è collegabile all'intenzione di dare un segnale contro le missioni all'estero", ha detto Maroni. ATS

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