
Micheline Calmy-Rey incontrerà per la seconda volta la sua omologa statunitense Hillary Clinton. La riunione è prevista per il 31 luglio prossimo a Washington. Tra i temi in discussione vi sarà la vicenda UBS. In un'intervista rilasciata alla "NZZ am Sonntag", la consigliera federale precisa che il Dipartimento di stato di Hillary Clinton è per la Svizzera un importante interlocutore nel caso giudiziario dell'UBS negli USA. La banca elvetica è presa di mira dal fisco americano, che esige informazioni su 52mila clienti statunitensi sospettati di frode. Il sette luglio scorso, governo americano e UBS hanno ottenuto un rinvio del processo contro la banca. La prima udienza è stata aggiornata al 3 agosto prossimo per permette alle parti di trovare un accordo extragiudiziario. Nel caso UBS, ne va "della sovranità della Svizzera", ha rilevato la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "Vogliamo che le nostre leggi siano rispettate", ha dichiarato, facendo riferimento alla legislazione elvetica sul segreto bancario. Calmy-Rey e Clinton si erano già incontrate una prima volta il sei marzo scorso a Ginevra. In quella occasione Svizzera e Stati Uniti erano concordi sulla necessità di evitare un'ulteriore escalation per quanto riguarda il caso UBS. "E' nell'interesse comune di Svizzera e Stati Uniti di evitare qualsiasi escalation. L'UBS occupa negli Stati Uniti 30'000 persone, la maggior parte a New York, e le difficoltà dell'UBS potrebbero ripercuotersi negativamente sul sistema finanziario internazionale", aveva allora dichiarato la responsabile del DFAE. ATS
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