
La polizia messicana ha scoperto un "narcotunnel" in costruzione, attrezzato con un ascensore, una ferrovia elettrica per il trasporto dei vagoni di droga e aria condizionata, che partendo da una casa di Mexicali, capitale dello Stato messicano di Baja California, arrivava ad appena 60 metri dalla frontiera con gli Stati Uniti. Lungo 140 metri, largo uno e mezzo ed alto 130 centimetri, il tunnel è stato scoperto dagli agenti grazie a una soffiata, durante un controllo nella casa di Mexicali e sarebbe dovuto arrivare fino a una zona residenziale di Calexico, in California. "In quella casa c'erano otto uomini che sembravano essere sospetti - ha detto il capo della polizia dello Stato di Baja California, Juan Miguel Guillen - e infatti hanno confessato di essere stati assunti per costruire il tunnel, ma non hanno ancora rivelato chi fosse il loro capo". Secondo quanto scoperto dalla polizia, gli arrestati, cinque di Sinaloa (Messico settentrionale)e tre di Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco (Messico centrale), lavorano per il Cartello della droga di Tijuana, gestito dalla famiglia Arellano Felix. "Ogni notte una persona ci pagava per andare avanti con gli scavi - hanno confessato gli otto 'operai' - ma aveva sempre il viso coperto da un passamontagna". In passato le forze di sicurezza degli USA e del Messico hanno più volte scoperto la costruzione di tunnel simili, anche se non così ben attrezzati. Nel giugno del 2007 ne trovarono uno lungo 91 metri che collegava lo Stato dell'Arizona con quello di Sonora, nel Messico settentrionale. ATS
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