

Un attacco russo contro un ospedale di Kiev ha distrutto una sala operatoria, provocando un ferito. A denunciarlo è stato il primo ministro ucraino Serhiy Koretsky, in un contesto in cui le offensive di Mosca vengono ormai condotte sia di giorno che di notte.
«I russi hanno colpito di nuovo un ospedale. Questa volta è stata presa di mira la sala operatoria dell'Istituto Strajesko, parte dell'Accademia nazionale delle scienze mediche a Kiev», ha dichiarato, sottolineando che la struttura era già stata colpita l'anno scorso.
Le fotografie che accompagnano il suo messaggio mostrano un letto ospedaliero coperto di macerie e il pavimento disseminato di frammenti di piastrelle, mentre alcune strutture metalliche pendono dal soffitto. «L'Istituto salva persone affette da patologie cardiache provenienti da tutta l'Ucraina. Qui si eseguono interventi chirurgici, si curano pazienti colpiti da infarto e si restituisce la vita alle persone», ha affermato, condannando l'attacco.
Dall'estate scorsa, Kiev è bersaglio di continui attacchi che colpiscono infrastrutture energetiche, logistiche e di trasporto, ma anche ponti, magazzini, supermercati, scuole ed edifici residenziali.
L'intensità degli attacchi russi nell'Ucraina occidentale è tale che la vicina Polonia ha diramato oggi quattro allerte di sicurezza per i residenti nel sud-est del Paese; l'ultima segnalava un pericolo immediato, invitando le persone a restare dove si trovavano. L'allerta è stata revocata circa 20 minuti più tardi. A riportarlo è il Guardian.
Un portavoce dell'esercito polacco ha confermato che nell'ultimo allarme, un drone è stato rilevato a 15 chilometri dal confine polacco, facendo scattare l'allarme, ma lo spazio aereo della Polonia non è stato violato.
Nell'incontro odierno a Oslo, in Norvegia, l'inviato speciale americano Steve Witkoff ha un messaggio da dare al presidente ucraino Volodymyr Zelensky: non vale la pena tenere le parti occupate delle province orientali del paese e ci sono soldi da guadagnare anche per l'Ucraina, se solo smettesse di opporsi a un accordo (magari favorevole alla Russia) per mettere fine alla guerra. Lo scrive il New York Times.
Gli assistenti di Trump, continua il giornale, insistono sul fatto che la guerra tra Russia e Ucraina sia ora a quello che loro chiamano un «punto di svolta». Secondo loro, la prossima mossa spetta a Zelensky, che deve dimostrare a Trump di essere disposto a trattare con i russi, anche se questo significa cedere territorio sovrano. Il leader ucraino aveva promesso al Congresso che non lo avrebbe mai fatto.
Il Cremlino auspica che possa essere organizzato a breve un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per fare il punto sui negoziati riguardanti l'Ucraina e su altre questioni d'interesse comune tra Mosca e Washington.
«Speriamo che già nel prossimo futuro sia possibile organizzare un incontro e che i negoziatori americani, il signor Witkoff, possano informare il presidente Putin dei loro contatti sia con gli ucraini che con gli europei, oltre a proseguire lo scambio di messaggi tra Washington e Mosca su tutta una serie di questioni molto importanti», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax.
Rispondendo a una domanda sulla possibilità di un incontro con gli emissari di Trump, impegnati oggi in colloqui in Norvegia con la controparte ucraina, Peskov ha spiegato: «Questi incontri si rivelano ogni volta molto importanti, arrivano sempre al momento opportuno e sono molto sostanziosi. Apprezziamo molto gli sforzi di mediazione dei negoziatori americani», ha affermato.
Il portavoce ha invece evitato di confermare un incontro a San Pietroburgo tra Putin e la coppia Witkoff-Kushner: «Vi faremo sapere quando e dove si terrà l'incontro».
«L'Europa sta sottovalutando la minaccia della Russia»: lo afferma il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un'intervista all'agenzia Bloomberg, sottolineando come Putin «vuole più dell'Ucraina».
Nell'intervista, Merz afferma come la sua più grande preoccupazione sia legata al fatto che l'impatto e l'influenza russa sulle società europee siano fortemente sottovalutati. Per il cancelliere tedesco gli obiettivi di Mosca vanno chiaramente oltre l'Ucraina, con Putin che non mira semplicemente a sconfiggere Kiev a livello territoriale ma punta a destabilizzare l'intero ordine politico del continente europeo, minando le democrazie e l'integrazione dell'Unione europea.
Merz ha quindi ribadito come sia fondamentale proseguire con il sostegno militare a Kiev, sottolineando la necessità per l'Europa di continuare a finanziare in modo indipendente la difesa dell'Ucraina ed esortando gli Stati Uniti a comprendere che un'Europa forte e sicura è anche nel loro interesse. «Sto cercando di convincere Donald Trump di questo ogni volta che ci incontriamo», spiega il cancelliere.
Volodymyr Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di ritardare deliberatamente la consegna di missili intercettori, già pagati, destinati al suo Paese e di aver interrotto la fornitura a Kiev di informazioni di intelligence necessarie a rilevare i missili russi in arrivo prima che colpiscano.
Durante un colloquio telefonico con un gruppo bipartisan di senatori americani il presidente ucraino è anche tornato sul depotenziamento di Starlink. «Il Pentagono sta ritardando la consegna di missili già pagati dagli europei per conto dell'Ucraina», ha attaccato sostenendo che manchi la firma di Pete Hegseth.
Nel colloquio con i senatori americani Zelensky ha inoltre dichiarato che alcuni Paesi europei sarebbero pronti a fornire, attingendo dai propri arsenali, missili intercettori Patriot - gli unici in grado di abbattere i vettori russi più sofisticati, di cui Kiev è drammaticamente a corto - ma restano in attesa dell'«autorizzazione americana». «I missili sono pronti. Potrebbero già trovarsi in Ucraina. Purtroppo, però, l'autorizzazione non è ancora arrivata», ha dichiarato il leader di Kiev secondo quanto riferito da The Hill che cita la presidenza ucraina.
«Tutto ciò lascia pensare che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno che ci viene fornito», ha aggiunto.
Droni russi hanno distrutto più di 40 antenne, stazioni di comunicazione e terminali Starlink delle Forze Armate ucraine nella regione di Kharkiv nel corso dell'ultimo mese. A riferire il dato è l'agenzia russa Ria Novosti, che riferisce di un colloquio con un comandante russo.
«In un mese, gli operatori di droni FPV delle unità della 6a Armata combinata delle Guardie del Gruppo Forze del Nord hanno distrutto più di 40 antenne, stazioni di comunicazione e terminali Starlink appartenenti a militanti delle Forze Armate ucraine nella regione di Kharkiv», ha affermato il militare.

