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Elezioni italiane
Meloni già al lavoro sul governo
Immagine Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
Sono i capigruppo di Fdl Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, oltre al responsabile dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, a commentare il voto e rispondere ai giornalisti.

Dalla "notte del riscatto, di lacrime e abbracci" al silenzio del giorno dopo. Giorgia Meloni sceglie l'assenza e un profilo basso, poche ore dopo il trionfo del suo partito schizzato in 9 anni dall’1,9% del 2013 al 26% di ieri. La leader di Fratelli d'Italia, che nella notte aveva dato appuntamento ai cronisti per "domani", resta invece a casa. E lascia i riflettori ai suoi dirigenti. Sono i capigruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, oltre al responsabile dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, a commentare il voto e rispondere ai giornalisti. E proprio Lollobrigida sembra dare la linea sulle riforme costituzionali, a partire dal presidenzialismo, ammettendo che "si può provare a migliorare la Costituzione, tenendo conto che è bella ma che ha anche 70 anni di età".

Parola d’ordine prudenza

Nel quartier generale allestito da FdI all'hotel Parco dei Principi di Roma non mancano sorrisi e abbracci, ma tutti pacati, e qualche complimento agli eletti. Nel frattempo Meloni alterna telefonate e carte da studiare. In attesa dei dati dei collegi proporzionali e soprattutto delle decisioni del Quirinale, la leader romana si mette avanti sui dossier più caldi. La sua attenzione è dedicata soprattutto ai conti pubblici da gestire, e che rischiano di diventare cruciali anche per i rapporti con l'Europa. Da qui il lavoro sulla squadra di governo, in particolare sulle caselle più sensibili, ovvero i ministeri di Economia, Interno, Difesa, Giustizia ed Esteri. Circolano voci che punterebbe a piazzare almeno 14 esponenti del suo partito e allo stesso tempo gestire i rapporti con gli alleati, Lega e Forza Italia, nessuno dei due in versione dimessa. Bocche cucite però sul toto ministri: "Sarebbe prematuro e irrispettoso fare nomi", spiega Donzelli.

Panetta per l’economia?

Per ora, quindi, si parla di criteri, con la preferenza per un esecutivo prettamente politico, come più volte ribadito in campagna elettorale. Discorso a parte, però, sull'Economia, scelta delicatissima e attesissima dall'Europa e dai mercati. L'obiettivo è avere una figura di prestigio internazionale, ma allo stesso tempo affidabile politicamente. Da tempo i “rumors” riferiscono che come successore del ministro Franco, FdI pensi a Fabio Panetta, economista ed ex direttore generale della Banca d'Italia, dal primo gennaio 2020 membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea. Nei giorni scorsi Meloni ha avuto con lui due colloqui a stretto giro. Altra poltrona da scegliere è quella degli Esteri. Oltre a Terzi, tra i papabili c’è anche Antonio Tajani. In lizza per un ministero potrebbero esserci pure Bernini e Ronzulli. Intanto a Matteo Salvini potrebbero offrire un ministero, ma probabilmente non il Viminale.

 

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