
Il Sud Italia brucia. In tre giorni - da domenica 23 luglio a oggi - sono oltre 1'600 gli interventi dei pompieri effettuati in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. Ma anche altri paesi del bacino Mediterraneo sono in preda alle fiamme. Dopo la Grecia, negli scorsi giorni sono scoppiati incendi in Turchia, Tunisia e Algeria. Oggi si aggiungono Croazia e l'isola spagnola Gran Canaria.
Sicilia, l'avanzata del fuoco continua
La situazione più difficile è in Sicilia, dove i roghi stanno devastando vaste zone dell'isola, in particolare le colline attorno a Palermo. Si contano anche delle vittime. Una coppia di anziani è stata trovata carbonizzata nella sua casa a Cinisi, non molto distante dall’aeroporto Falcone Borsellino, che negli ultimi giorni ha dovuto sospendere più volte le proprie attività a causa del fumo e della vicinanza delle fiamme alle piste. A San Martino delle Scale, sempre nel palermitano, una donna di 88 anni è morta a casa sua prima che l’ambulanza riuscisse a raggiungerla.
Per i pompieri e il personale del corpo forestale della Regione Siciliana è stata una notte di lavoro intensa, con le fiamme che hanno continuato a lambire boschi, parchi e minacciato di mandare in fumo le case. Nonostante gli interventi da terra e dall'alto, il fuoco questa mattina continua ad alimentarsi, soprattutto nella zona intorno a Palermo. In diverse aree sono tornati a volare i Canadair. Situazione critica anche nel Catanese, dove le fiamme hanno attaccato la pineta dei Monti Rossi di Nicolosi e costretto all'evacuazione un camping e altre strutture. Un vasto incendio sta distruggendo anche la Timpa di Acireale, preziosa area verde protetta, con le fiamme che si avvicinano alle frazioni marinare di Acireale. Vasti incendi sono in corso anche a Zafferana. Per le aree di maggior rischio è stata già chiesta l'attivazione dei Canadair per un intervento antincendio ad ampio raggio dall'alto. Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha chiesto al governo di intervenire rapidamente dichiarando lo stato di emergenza per la Sicilia, in modo da accelerare l’arrivo di soccorsi, mezzi e risorse per affrontare la situazione.
La situazione in Puglia
A Vieste, in provincia di Foggia, oltre 2'000 persone hanno dovuto essere allontanate da tre strutture alberghiere minacciate dalle fiamme. Fiamme che hanno bruciato numerosi ettari di macchia mediterranea nei pressi della baia San Felice. I lanci d'acqua con i canadair sono ripresi questa mattina per spegnere alcuni focolai che potrebbero essere alimentati dal vento di maestrale, ma il fuoco sembra essere sotto controllo. I turisti stanno facendo rientro nelle strutture evacuate, che sono tutte agibili, ha chiarito il sindaco Giuseppe Nobiletti. "Non hanno subito conseguenze e gli ospiti possono tornare tranquillamente", ha dichiarato. Il sindaco ha condannato al contempo l'agire dei piromani. "Bisogna fermare la mano di questi criminali. Bisogna trovare un modo per arginare questi episodi", ha tuonato. L'incendio a Monte Sant'Angelo, sempre in provincia di Foggia, è ancora in corso ed è stato richiesto l'intervento aereo. A San Cataldo, in Salento, stamattina sono invece iniziate le operazioni di bonifica: il primo bilancio è di 90 ettari bruciati con una intera pineta inghiottita dalle fiamme che hanno avvolto anche alcune villette, due auto, una sessantina di giardini privati e decine di gazebo.
Gli incendi in Calabria
Anche in Calabria tra martedì e mercoledì si sono sviluppati alcuni grandi incendi, specialmente nell’Aspromonte. Nel comune di Cardeto un anziano di 98 anni, costretto a letto, è morto nell’incendio della propria abitazione, nonostante due familiari avessero cercato di portarlo fuori dall’edificio e prestargli soccorso.
Un morto in Sardegna
In Sardegna la situazione più critica è nell’area centro-orientale dell’isola, dove martedì si sono sviluppati incendi nella provincia di Nuoro. Un operaio forestale di 55 anni è morto di infarto dopo avere trascorso buona parte della giornata a contrastare roghi nella campagna di Jerzu, dove è stata raggiunta la temperatura di 48 gradi. Si è sentito male dopo essere rientrato in casa e avere passato le ore precedenti a guidare una delle autobotti impiegate per arginare le fiamme.
34 morti in Algeria
In Algeria si conta il maggior numero di morti: ben 34 in tre giorni. Ancora oggi i pompieri sono impegnati per spegnere 11 focolai che hanno devastato il nord-est del Paese. "La Protezione civile è riuscita a spegnere la maggior parte degli incendi, cioè l'80%", ha detto il ministero dell'Interno. Le immagini dei media locali mostrano campi e cespugli in fiamme, auto carbonizzate e negozi ridotti in cenere. Testimoni hanno descritto lingue di fuoco divoratrici che sono improvvisamente esplose "come una fiamma ossidrica".
A Toudja, nel nord-est del Paese, dove sono morte 16 persone, l'incendio è stato quasi interamente contenuto, nonostante alcuni focolai persistenti. Gli aerei dei vigili del fuoco hanno gettato acqua per due giorni su questa zona boscosa, situata sulle rive del Mediterraneo nel distretto di Bejaia. Le risorse antincendio aeree e il miglioramento delle condizioni meteorologiche, con temperature che sono scese a 48 gradi oggi, hanno contribuito a spegnere gli incendi.
Turchia, ancora in fiamme le zone boschive vicino a Kemer
Da oltre 36 ore le operazioni dei pompieri continuano per tentare di spegnere un incendio in corso da lunedì sera nelle aree boschive nei pressi di Kemer, località turistica sul mare in provincia di Antalya, nel sud-ovest della Turchia. Già ieri erano state evacuate 10 abitazioni mentre sei persone erano state ricoverate in ospedale dopo essere rimaste intossicate dai fumi. Non si segnalano vittime. A causa del vento, le fiamme hanno raggiunto le aree montane nella zona e, come riporta la tv di Stato Trt, più di 300 squadre dei vigili del fuoco con 50 veicoli sono al lavoro e sono in corso tentativi per arginare il rogo anche con 11 aerei e 22 elicotteri.
Bruciano anche Croazia e Canaria
In Croazia, fa sapere l’ansa, i forti venti rallentano i soccorsi e alimentano i roghi che si stanno diffondendo appena a sud della città adriatica di Dubrovnik, nota destinazione turistica. Quanto all’isola spagnola, un incendio in rapida espansione ha costretto le autorità a evacuare diverse centinaia di abitanti del villaggio, chiudere alcune strade e schierare gli elicotteri antincendio. Nel complesso, le vittime accertate fino ad ora sono una quarantina.

