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Mediterraneo in fiamme da Pescara alla Turchia
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Redazione
5 anni fa
In Grecia e Turchia si registrano vittime, mentre in Abruzzo colpita la Costa dei trabocchi

Il caldo torrido e il forte vento stanno alimentando numerosi incendi stanno colpendo Italia, Grecia e Turchia. In alcune località turistiche come l’abruzzese Pescara e la turca Bodrum fiamme fino in spiaggia. A Pescara, in Abruzzo, a bruciare è la Pineta dannunziana, una riserva naturale a sud della città. Il fuoco però ha colpito anche i vicini stabilimenti balneari dove sono bruciate le “palme”, i grandi ombrelloni hawaiani in raffia che costellano i lidi della città.

Nella città più grande d’Abruzzo si contano già numerosi feriti, per i quali è stato aperto un punto di soccorso al porto turistico. Molte anche le persone sfollate, oltre agli stabilimenti balneari, infatti, numerose abitazioni sono state evacuate. Oltre ai soccorsi, però, in Italia si sta muovendo anche la giustizia, non è infatti esclusa l’origine dolosa dei roghi che hanno colpito anche altri punti dell’Abruzzo a sud di Pescara in quella che è conosciuta come Costa dei Trabocchi.

Turchia: centinaia di sfollati a Bodrum
Da una località turistica all’altra, la nota meta balneare di Bodrum conta almeno 540 sfollati. Tra loro un centinaio di russi, rilocati in altre strutture alberghiere, riferiscono i media di Mosca. Le immagini pubblicate sui social sono terrificanti: in uno citato dai media britannici si vede un soccorritore in acqua che filma le fiamme mentre divampano sulla spiaggia, “come è stato possibile, sono arrivate solo in cinque minuti”. Non meno inquietante la situazione di quei bagnanti immortalati mentre guardano gli elicotteri in azione sulle montagne vicine, quasi pietrificati nelle acque blu del Mediterraneo.

Cinque giorni di incendi
Al quinto giorno di fiamme in Turchia il bilancio è di sette morti e oltre 500 persone che hanno avuto bisogno di cure mediche. I roghi, più di 100 i focolai, sono stati in gran parte domati, anche grazie all’intervento di 13 aerei, inclusi quelli arrivati da Ucraina, Russia, Azerbaijan e Iran. A questi si aggiungono 45 elicotteri, 708 autocisterne e 120 bulldozer. Quasi 4.800 tra soccorritori e volontari stanno ancora combattendo contro le fiamme, assistiti dai droni ma con le operazioni rese molto più complesse dal forte vento e dalle vampate di calore infernale. Il presidente Recep Tayyp Erdogan si è recato a Marmaris, una delle località colpite.

Fuoco nel Peloponneso
E si lotta contro gli incendi anche in Grecia: sono aumentate a otto le persone rimaste ferite nel fronte di fuoco che avanza nel nordovest del Peloponneso, nel sud del Paese non lontano da Patrasso. Finora una ventina di case sono state distrutte e cinque villaggi sono stati evacuati. Quasi 300 Vigili del fuoco, con 77 camion, due aerei antincendio e cinque elicotteri sono tornati in prima linea per cercare di domare le fiamme. La principale autostrada che collega Corinto a Patrasso è stata chiusa al traffico, così come il ponte Rion Antirion che collega il Peloponneso con la Grecia continentale.

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