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Estero
Mauritius, vento e onde bloccano le operazioni
Keystone-ats
6 anni fa
Il rischio che si possa trasformare in un vero e proprio disastro è dietro l’angolo. Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza ma ora le condizioni climatiche impediscono i lavori

Venti a 50 km l’ora hanno fermato le operazioni di raccolta del carburante fuoriuscito dalla petroliera Wakashio sulla costa sud-orientale dell’isola di Mauritius. Nelle prossime ore sono attese onde alte anche cinque metri prospettando ulteriori difficoltà per le squadre che cercano di contenere il disastro ambientale, secondo quanto riferisce la Bbc.

Fino al momento in cui il maltempo ha sospeso le operazioni, il carburante veniva trasportato da un elicottero a riva e ad un’altra nave della stessa compagnia giapponese che possiede la petroliera incagliatasi sulla barriera corallina il 25 luglio scorso con 4.000 tonnellate di carburante a bordo, la Nagashiki Shipping.

Il Giappone ha inviato una squadra di sei persone per coadiuvare un intervento della Francia che ha mobilitato un aereo al fine di trasportare attrezzature anti-inquinamento come barriere galleggianti. Sul posto sono anche Guardia costiera e polizia di Mauritius, paradiso ambientale e turistico dell’oceano indiano ad est del Madagascar.

Dallo scorso fine settimana volontari stanno riempiendo sacchi con paglia per farne barriere anti-inquinamento e cercando di ripulire la spiaggia nonostante una diffida delle autorità.

I 20 componenti dell’equipaggio erano stati tratti in salvo senza grandi problemi ma giovedì scorso il governo di Mauritius aveva annunciato una falla dalla nave, con la fuoriuscita di combustibile. La nave-cisterna da 101 mila tonnellate di stazza varata nel 2007 trasportava 200 tonnellate di diesel e aveva a bordo altre 3’800 tonnellate di carburante per uso proprio, secondo quanto hanno riferito i media locali. Ad essere colpita è la costa di Pointe d’Esny, zona protetta dalla Convenzione di Ramsar sulle zone umide: è vicino all’aeroporto di Mauritius ma soprattutto al parco marino di Blue Bay, altro ecosistema a rischio. Riprese aeree mostrano un’enorme chiazza marrone tra acque turchesi e spiagge e mangrovie già intaccate.

Con una decisione senza precedenti, uno “stato di emergenza ambientale” è stato dichiarato sabato dal premier mauriziano Pravind Jugnauth il quale ha confermato che la marea nera rappresenta “un rischio per Mauritius”. Il Paese infatti vive di pesca ma soprattutto di turismo. “Quando la biodiversità è in pericolo, c’è urgenza di agire. La Francia è là. Al fianco del popolo mauriziano”, ha twittato il presidente francese Emmanuel Macron mentre Parigi annunciava l’invio per via aerea di soccorsi dalla relativamente vicina isola francese di Reunion: essenzialmente barriere galleggianti. Un aiuto di Parigi, che dopo l’Olanda e prima dell’Impero britannico fu colonialista dell’isola, era stato invocato da Mauritius giovedì.

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