
La questione migranti a Como anima da settimane il dibattito politico. Alle ben note schermaglie "nostrane" degli ultimi giorni, si aggiungono anche i dissidi tra le forze politiche italiane.
Nelle ultime ore è intervenuto duramente il deputato lariano della Lega Nord, Nicola Molteni: “Bisogna sgomberare il bivacco e ripristinare la legalità – ha detto deputato – Accoglienza solo per chi scappa davvero dalla guerra, per tutti gli altri espulsioni e rimpatri”.
Molteni si oppone alla realizzazione di una tendopoli e all'utilizzo della caserma De Cristoforis dell'Esercito per ospitare i circa 500 “finti profughi” che sostano da giorni nello spazio attorno la stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Soluzioni, queste, che il deputato definisce “inaccettabili, contrarie a ogni regola e al buon senso”, che trasformerebbero Como “nel piu’ grande hub della Lombardia”.
Lo stesso Molteni aveva accusato la Caritas di Como di "gestione speculativa" dei migranti: “Non è più tollerabile che il direttore della Caritas comasca Roberto Bernasconi, da perfetto militante di partito con falce e martello, continui ad offendere e insultare istituzioni e cittadini che sull’immigrazione chiedono regole chiare, controlli e la fine di una gestione speculativa e di profitto a beneficio delle solite coop, onlus e Caritas di turno. Chiederemo alla commissione parlamentare di inchiesta una verifica immediata e urgente delle spese sostenute dalla Caritas comasca e la rendicontazione dei soldi pubblici ricevuti per gestire ‘l’assistenzialismo profughi’ in provincia di Como”.
Immediato l’appoggio del governatore lombardo, Roberto Maroni: “Ha ragione Nicola Molteni, questi ‘profughi’ non sono profughi, sono clandestini: secondo le regole europee e la Legge Bossi-Fini non hanno diritto a stare da noi. E allora vanno rimandati a casa loro, altro che accoglierli. Governo sveglia”. Parole che arrivano direttamente dal profilo Facebook del presidente che ha commentato il post del deputato comasco.
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