
Hanno ripreso questa mattina sulla Marmolada le ricerche dei dispersi nella frana di domenica con lo stesso sistema utilizzato nella giornata di ieri. Vengono utilizzati in particolare quattro droni, due nella parte alta e due nella parte medio-bassa del seracco precipitato. La base delle squadre e dei comandi dei droni sono al Rifugio Capanna Ghiacciaio, la struttura sfiorata dalla valanga. Secondo quanto riferito, il monitoraggio prosegue negli stessi punti esaminati ieri dal volo dei droni in superficie; in caso di reperti si interverrà per i rilievi fotografici ed eventualmente poi per un veloce prelievo. Le ricerche proseguiranno inoltre con un elicottero dotato del sistema Imsi Catcher, che può individuare un cellulare sotto diversi strati di neve.
Sul posto operano il Soccorso alpino della guardia di finanza e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che devono muoversi con grande cautela su una superficie insidiosa e a rischio di ulteriori movimenti e crolli. Gli operatori possono infatti toccare il suolo solamente per recuperare reperti in superficie, per poi ritornare immediatamente sull’elicottero.

La speranza si affievolisce sempre di più
Il bilancio della tragedia al momento è di sette vittime e otto feriti, due dei quali in maniera grave. I dispersi sono scesi a 8, contro i 13 di ieri. Tra i cinque individuati ci sarebbe anche un 30enne di Treviso, ricoverato in prognosi riservata a Treviso ma fuori pericolo di vita. Intorno alle 14 è stato inoltre comunicato il ritrovamento dei resti di dispersi ed effetti personali, effettuato grazie ai droni. Altri tre alpinisti sono stati in seguito rintracciati e si trovano in buona salute.
In futuro escursioni possibili solo in primavera?
In alcune zone delle Alpi le escursioni in alta montagna in futuro potranno essere effettuate solo in primavera, quando il manto nevoso è ancora più compatto e le temperature più basse. Lo sostiene Thomas Wanner del Club alpino austriaco in un’intervista al quotidiano Dolomiten. Da alcuni anni - fa presente Wanner - le guide alpine locali non offrono più la scalata d’estate del Pan di Zucchero, una vetta di 3.507 metri sul confine tra il Tirolo austriaco e l’Alto Adige, e sul Grossglockner, la vetta più alta dell’Austria con 3.798 metri, la via normale è stata spostata.
“Il vero problema - spiega Marco Gabl, un altro esperto del Club alpino austriaco - è la ritirata del permafrost, “il collante delle Alpi”, che fa aumentare il rischio caduta sassi. Per questo motivo regolarmente viene interdetto l’accesso al Cervino”.
Messner: “non si poteva prevedere”
“Sono molto triste per quanto accaduto perché non si poteva prevedere la frana”, ha detto Reinhold Messner sul suo profilo Instagram. “Probaiblmente sotto il ghiaccio, a causa del riscaldamento climato, si è formato un cuscinetto d’acqua -ha spiegato l’alpinista- che ha portato instabilità al materiale in superficie. Da qui la frana distaccatasi dalla montagna che ha travolto gli escursionisti”.
Marmolada off limits
La zona toccata dall’incidente è stata ufficialmente chiusa al pubblico quest’oggi da un’ordinanza del sindaco di Canazei Giovanni Bernard, per una durata indefinita. La decisione segue l’ordinanza di chiusura parziale di domenica ed è ritenuta necessaria per operare in sicurezza e allontanare curiosi dall’area del disastro.
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