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Estero
Marine Usa a Sigonella per Libia. Governo dia spiegazioni
Redazione
13 anni fa

L'instabilità di una Libia tutt'altro che pacificata rimbalza in Italia e crea i primi grattacapi sul fronte internazionale al governo Letta e ai ministri degli Esteri Emma Bonino e della Difesa Mario Mauro, alla vigilia di un'audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il trasferimento di un numero imprecisato di marine americani dalla Spagna a Sigonella (ieri si era parlato di 500 unità), per intervenire più rapidamente nel caso di attacchi nel Paese nordafricano, avvenuto in tutta fretta nel weekend, quasi in contemporanea alla 'strana' esplosione di ieri a Bengasi, rischia di monopolizzare il dibattito di domani, trasformandolo in uno scontro pro o contro l'utilizzo della base siciliana, eterno pomo della discordia della politica italiana ai confini meridionali dell'Europa. E se il Pd si limita chiedere chiarimenti, Sel vuole chiarezza sui rischi che Sigonella si trasformi in una testa di ponte per nuovi interventi armati nell'area. I contorni dell'intera vicenda sono così indefiniti da suscitare più di un interrogativo. A partire dalla 'capitale' della Cirenaica, Bengasi, dove le autorità libiche hanno declassato oggi l'attentato davanti all'ospedale di Al Jala ad 'incidente' e i morti, che ieri erano una quindicina, a tre. Per finire alla quantità effettiva di militari dislocati in Sicilia, passati nella giornata dalle 500 unità dichiarate ieri dal Pentagono, attraverso il portavoce George Little, a una indeterminata 'parte', asserita da fonti diplomatiche statunitensi in Italia che non vogliono entrare nel dettaglio dei numeri. Il trasferimento dei marine "rientra nei servizi di supporti logistici a unità operative permanenti o temporanee" ed è "in linea con impegni e relativi accordi presi con il governo italiano", precisa dalla base siciliana il tenente di vascello Tim Page, capo ufficio stampa della stazione aeronavale Usa. Ma gli automatismi non piacciono alla politica. E in un'interrogazione, Michele Anzaldi (Pd) chiede al governo di informare "rapidamente il Parlamento", preoccupato del fatto che "non sembra essere un'operazione di ordinaria amministrazione" ma anche di sapere se i "ministri competenti" erano "stati informati preventivamente". I capigruppo di Sinistra Ecologia Libertà in commissione Esteri e Difesa Arturo Scotto e Donatella Duranti vogliono che "vengano alla luce i motivi di questo incremento di truppe in una regione già ultra-militarizzata, che rischia di trasformarsi in rampa di lancio per nuovi scenari di guerra nel Mediterraneo". A fine giornata fonti diplomatiche statunitensi cercano di mettere un punto fermo. E precisano che per operazioni di intervento s'intendono "operazioni di appoggio alle sedi diplomatiche Usa" in Libia e Nordafrica, "assistenza umanitaria e operazioni di soccorso". Interviene pure il ministero della Difesa che spiega: "La presenza dei soldati americani nella base di Sigonella in Sicilia è conforme agli accordi bilaterali Italia-Usa, sia nel numero sia nella missione svolta". Tutti sembrano interessati ad abbassare toni e allarmi. Ma la Libia, come altre zone calde di Nordafrica e Medio Oriente, non è un posto che si presta a mezze misure. ATS

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