
Il mare d'Azov è malato da tempo e rischia di diventare come il Mar Morto: è l'allarme lanciato in Russia da alcuni ambientalisti all'indomani della tempesta che nel Mar Nero, collegato al Mar d'Azov dallo stretto di Kerch, ha affondato cinque navi, di cui una petroliera che ha perso oltre 1000 tonnellate di nafta, ed altre tre imbarcazioni con un carico complessivo di circa sei mila tonnellate di zolfo. E' come se fosse affondato un treno con 20 vagoni-cisterna, ha esemplificato Aleksei Tkaliov, governatore della regione di Krasnodar, che ospiterà i Giochi invernali a Soci nel 2014. Pesante il primo bilancio della sciagura: tre morti, una ventina di dispersi, oltre 30 mila uccelli già morti ed altrettanti contaminati. Con la minaccia di una vera e propria catastrofe ambientale tra il mar d'Azov e il Mar Nero, collegati dallo stretto di Kerch, dove il gasolio si è già in parte depositato sui fondali o avanza con macchie lunghe un chilometro, causando anche le prime morie di pesci. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

