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Estero
Maltempo: neve paralizza Gerusalemme, 4 morti in Israele
Redazione
13 anni fa

In Israele e nei Territori palestinesi si cominciano a contare le prime vittime della peggiore ondata di maltempo registrata nella regione da decenni. Quattro israeliani (fra cui due beduini trascinati dalle acque nel Neghev) hanno perso la vita negli ultimi due giorni in seguito alle intemperie. E quattro morti vengono segnalati anche nella Striscia di Gaza: tre di questi sono bambini di appena due-tre anni, assiderati in una casa allagata di Deir el-Balah mentre erano in attesa i soccorsi. In Israele l'emergenza non dà tregua. Anche oggi Gerusalemme - dove alcune decine di migliaia di persone si sono ritrovate senza elettricità - resta isolata dopo che abbondanti nevicate hanno bloccato le principali arterie di accesso. Malgrado il riposo sabbatico ebraico (durante il quale di norma si bloccano i trasporti pubblici) dalla Città Santa è partito oggi un treno con oltre mille persone che avevano urgenza di muoversi. Mezzi blindati dell'esercito aiutano le squadre di soccorso a sgomberare la neve dalle arterie principali. Mentre nel rione arabo di Silwan, alle pendici della città vecchia, una frana provocata dalla neve ha messo in pericolo immediato la stabilità di una quarantina di edifici. Dal municipio di Gerusalemme, il premier Benyamin Netanyahu e alcuni ministri cercano di affrontare la situazione di emergenza creatasi anche in altre località: fra queste Safed (Galilea), che è pure isolata dal resto del mondo per la neve. Trentamila famiglie israeliane sono peraltro prive di corrente elettrica: in alcuni villaggi dove i tecnici non riescono ad agire si sta studiando lo sgombero della popolazione. Una situazione persino più grave è segnalata in Cisgiordania. A Ramallah ormai da due giorni il sessanta per cento delle abitazioni è senza corrente. E centinaia di famiglie sono state costrette a spostarsi in case di parenti risparmiate dal black out. Problemi al sistema idrico ed elettrico pure a Betlemme, Hebron e Nablus; e le condizioni sono ancor più difficili nei campi profughi di Jalazoon, Aida, Jenin. Nella Striscia di Gaza controllata dagli islamici di Hamas - già stremata per la penuria endemica di corrente elettrica e di combustibile - il maltempo ha causato una situazione drammatica. Intere zone sono state inondate e oltre mille famiglie costrette ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni. Almeno cinquemila persone hanno trovato un riparo provvisorio nelle scuole e in uffici pubblici.

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