
Piogge torrenziali nel sud e nel sudovest della Cina hanno provocato almeno 18 morti ed hanno isolato oltre 20.000 persone. Il bilancio fornito dall'agenzia Nuova Cina si riferisce alle otto vittime causate da inondazioni e slavine nella provincia del Sichuan, colpita in maggio dal disastroso terremoto che uccise oltre 80.000 persone, e alle ulteriori dieci vittime del tifone Hagupit, che ha colpito la provincia di Guangdong e la regione di Guangxi. Nel Sichuan, dove sono ancora in molti a vivere nelle tende e nei prefabbricati dopo il terremoto, alle otto vittime si aggiungono 38 dispersi ed almeno 20.000 persone sono rimaste isolate a causa delle inondazioni. La Nuova Cina riferisce infatti di linee di comunicazione e stradali interrotte. Altrettanto drammatica la situazione nel Guangdong e nel Guangxi dove il tifone Hagupit da ieri ha provocato otto morti e distrutto circa 18.500 case. Tra le vittime è stato identificato l'ingegnere capo britannico di una nave da carico della prima compagnia mondiale di trasporto marittimo, Danois Marsk. Il tifone, ora degradato a tempesta tropicale, si dirige - secondo il Centro meteorologico cinese - verso il Vietnam, che ha già messo in allerta più di 38.000 pescatori, mentre la compagnia di bandiera, Vietnam Airlines, ha cancellato un volo interno nella notte di ieri. Hagupit, che in filippino significa 'frustata', ha già ucciso almeno otto persone nelle Filippine ad inizio settimana. ATS
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