
Edwyn Dyer, cittadino britannico rapito in Niger lo scorso gennaio insieme a una coppia di svizzeri e a una tedesca e tenuto prigioniero in Mali, è stato ucciso dai suoi sequestratori, il gruppo Al-Qaida per il Maghreb islamico (AQMI). Secondo una fonte vicina al dossier, lo svizzero, unico ostaggio tuttora in mano al gruppo, è ancora in vita e ha assistito all'esecuzione del britannico avvenuta domenica. Le autorità svizzere, che si sono dette indignate per l'uccisione di Dyer, promettono che continueranno a fare tutto il possibile per ottenere il rilascio del cittadino elvetico. I fronti rischiano ora di inasprirsi, ha detto la fonte vicina al dossier e che vuole mantenere l'anonimato. Il gruppo AQMI conferma le rivendicazioni: la liberazione dell'islamista giordano Abu Qatada, detenuto a Londra e accusato di terrorismo anche in Giordania, dove è già stato condannato in contumacia all'ergastolo; inoltre un riscatto di 10'000 euro (circa 15'000 franchi), ha aggiunto la fonte. In questo campo "la politica britannica è molto chiara. Non si pagano riscatti e non si fanno maggiori concessioni a terroristi. Quanto alla rivendicazione di liberare un estremista giordano, è competenza della giustizia", ha affermato da parte sua l'inviato speciale in Mali della Gran Bretagna, Alastair Mac Phail, che ha confermato l'assassinio di Dyer. La Gran Bretagna ha tentato di ottenere la liberazione dell'ostaggio attraverso intermediari. Ma "ci hanno posto un ultimatum molto breve", ha detto Mac Phail all'ATS. Condannando "con forza questo barbarico atto terroristico", il premier britannico Gordon Brown ha sottolineato che ciò non fa altro che rafforzare l'impegno del Regno Unito nella lotta al terrorismo: "Aumenta la nostra determinazione a non cedere mai alle richieste dei terroristi o al pagamento di riscatti", ha detto. "Voglio far sapere a chi usa il terrore contro cittadini britannici che, senza alcun dubbio, insieme con i nostri alleati daremo loro la caccia senza sosta e che la giustizia riserverà loro il trattamento che meritano". Immediata la reazione anche da parte del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che in un comunicato scrive: "Nessuna vera religione e nessuna ideologia (...) può approvare il vile assassinio di persone innocenti". Berna condanna assieme al Regno Unito e all'opinione pubblica "una grave violazione della dignità umana". Dyer è stato tenuto prigioniero da Abdelhamid Abu Zeid, "un islamico violento e brutale", ha precisato un responsabile maliano membro del gruppo di negoziatori impegnati nel tentativo di ottenere la liberazione del britannico e del cittadino svizzero. Interpellato dall'ATS, il governo del Mali non ha voluto per il momento esprimersi. Il britannico ucciso era stato catturato in Niger il 22 gennaio insieme a una coppia di svizzeri e a una tedesca. Le due donne erano state liberate il 22 aprile nel nord del Mali. Resta ancora in ostaggio lo svizzero. ATS
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