
L'ostaggio svizzero, liberato nel fine settimana in Mali, è stato ricevuto oggi pomeriggio a Bamako dal presidente dello Stato africano Amadou Toumani Touré. Molto commosso ma in buona salute, l'avvocato 57enne, originario di Adliswil (ZH), si è però rifiutato di commentare il rilascio davanti ai media. Per l'occasione, l'ex ostaggio era accompagnato dalla direttrice dell'ufficio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nella capitale maliana, Genviève Federspiel, e da due inviati speciali del governo svizzero. Uno di questi, Jean-Luc Virchaux, ha ringraziato il presidente maliano e tutte le persone che hanno partecipato alla liberazione del cittadino elvetico e gli hanno permesso di riabbracciare la moglie. Ha pure rivolto un pensiero commosso all'ostaggio britannico decapitato il 31 maggio scorso, "che purtroppo non ha avuto la stessa opportunità". "Da noi in Mali, l'ospitalità è sacra", ha dichiarato dal canto suo il presidente Amadou Toumani Touré. "Gli ostaggi erano venuti ad assistere il festival della cultura nomade di Andéramboukane e sono stati prelevati da terroristi nel viaggio di ritorno. Per il Mali, v'era dunque un dovere di assistenza e di aiuto a tre paesi amici", ha aggiunto facendo riferimento alla Svizzera, alla Germania e alla Gran Bretagna. "Abbiamo il cuore infranto per l'ostaggio che non siamo riusciti a salvare", ha proseguito il presidente maliano, che ha poi teso la mano all'ex ostaggio elvetico dicendogli di aver promesso alla moglie che non l'avrebbe dimenticato, quando questa - appena liberata - era venuta nel palazzo presidenziale per implorare il suo aiuto. "Le autorità del Mali hanno così mantenuto le promesse". A questo punto, il cittadino zurighese non ha potuto trattenere le lacrime. È poi partito in un'auto della delegazione svizzera, che sta organizzando il suo rimpatrio. I dettagli sul suo rientro non sono ancora noti. Anche le circostanze esatte della sua liberazione non sono ancora conosciute. Secondo varie fonti, notabili e rappresentanti politici del nord del Mali avrebbero facilitato i negoziati con i rapitori. Stando a giornali algerini, per il suo rilascio sarebbero stati versati fra i 3 e i 5 milioni di euro (4,5-7,5 milioni di franchi) ad Al Qaida per il Maghreb islamico. Ieri sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva dichiarato che Berna non aveva versato alcun riscatto e nemmeno intavolato trattative con i rapitori. Secondo i servizi di Micheline Calmy-Rey, la liberazione dell'ostaggio svizzero è frutto dell'operato del presidente del Mali. L'avvocato 57enne era stato prelevato all'inizio dell'anno alla frontiera tra il Mali e il Niger, assieme ad altri tre turisti europei. Sua moglie e un'anziana signora tedesca erano poi state liberate lo scorso 22 aprile. Dal canto suo, un ostaggio britannico era stato decapitato alla fine di maggio. ATS
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