
L'avvocato zurighese 57enne sequestrato all'inizio dell'anno in Mali da un gruppo legato ad Al Qaida e liberato sabato dai suoi rapitori è tornato oggi in Svizzera. Atterrato a Zurigo-Kloten con un aereo Air France partito da Parigi, l'uomo ha espresso immediatamente la sua profonda gioia: "Sono estremamente contento di avere nuovamente sotto i piedi un suolo sicuro", ha detto. "Ho sognato questo momento per i sei mesi della mia prigionia in Mali", ha raccontato in una conferenza stampa all'aeroporto il 57enne visibilmente provato e con una voce rotta dall'emozione. L'ex ostaggio originario di Adliswil (ZH) ha dovuto vivere per mesi nel Sahara in condizioni molto difficili, "condizioni che non ci si può minimamente immaginare", ha detto l'uomo evidentemente spossato. "Ho sognato questo momento per i sei mesi della mia prigionia in Mali", ha raccontato in una conferenza stampa all'aeroporto il 57enne visibilmente provato e con una voce rotta dall'emozione. L'ex ostaggio originario di Adliswil (ZH) ha dovuto vivere per mesi nel Sahara in condizioni molto difficili, "condizioni che non ci si può minimamente immaginare", ha detto l'uomo evidentemente spossato. La moglie, rapita con il marito in gennaio e rilasciata il 22 aprile, ha dichiarato che i mesi da lei trascorsi dopo la liberazione sono stati altrettanto terribili quanto quelli vissuti nelle mani dei ribelli di Al-Qaida nel nord del Mali. "Confido molto sul fatto che insieme potremo elaborare questo incubo", ma per questo occorre anche tranquillità, ha aggiunto la moglie. Per la donna e il marito è molto importante da ora in poi non essere più considerati come ex ostaggi. Il 57enne è giunto questa mattina alle 11:28 a Zurigo con un velivolo francese proveniente da Parigi dove l'uomo aveva fatto scalo dopo essere partito nella notte da Bamako, la capitale maliana. Insieme all'avvocato zurighese sull'aereo, oltre alla moglie, vi era anche la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, la quale, reduce da un convegno a Parigi del Consiglio d'Europa, ha ringraziato tutti coloro che si sono attivati per rendere possibile la liberazione del cittadino svizzero. "Hanno compiuto un enorme lavoro", ha dichiarato. Il 57enne venerdì era stato consegnato nel nord-est del Mali nelle mani di diversi mediatori, ha detto Jean-Luc Virchaux, che si trovava a Bamako in qualità di inviato speciale svizzero. Per raggiungere la capitale sono stati necessari due giorni. ATS
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