
I miliziani jihadisti che, da mesi, occupavano la città maliana di Gao, a circa 1200 chilometri a nord di Bamako, sarebbero in fuga dopo i bombardamenti effettuati dagli aerei francesi. Lo riferiscono testimoni, raggiunti telefonicamente dall'agenzia di stampa francese Afp, secondo i quali tutti i terroristi sono scappati. La riconquista di Gao potrebbe avere, oltre a un evidente valore strategico, anche una rilevanza mediatica enorme perché la città, dopo essere stata conquistata dagli jihadisti, era diventata un bastione ideologico e religioso dei miliziani, che peraltro ne avevano delimitato i confini con postazioni pesantemente armate. I primi a prendere il controllo di Gao erano stati i tuareg del laico Movimento nazionale di Liberazione dell'Azawad, insieme ad altri combattenti jihadisti. Le evidenti diversità ideologiche tra Mnla e jihadisti erano sfociate in un contrasto sul campo, che aveva costretto i tuareg a lasciare la città, consegnandola agli estremisti islamici che vi avevano imposto la sharia. A Gao, nell'aprile dello scorso anno, miliziani del Movimento per l'Unicità e la Jihad nell'Africa occidentale avevano sequestrato il console generale dell'Algeria, insieme ad altri sei diplomatici. Tre furono rilasciati a distanza di settimane e di un quarto, Tajar Touati, fu annunciata l'esecuzione per il no dell'Algeria al pagamento di un riscatto e alla liberazione di esponenti salafiti. Di recente i tre diplomatici algerini, in un video, hanno chiesto l'intervento del presidente Bouteflika per porre fine alla loro prigionia. L'evoluzione della situazione lancia oscuri presagi per il loro futuro. ATS
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