
"In seguito agli scontri avvenuti nelle zone di Konna, Lere e Gao, tra l'Esercito maliano - che si avvale del sostegno della Francia - ed i gruppi islamisti collegati ad Al-Qaida, nuove ondate di civili in fuga si stanno dirigendo sia verso altre zone del Mali che verso i paesi confinanti". È quanto sottolinea l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati (Unhcr) spiegando come oltre 1200 maliani siano fuggiti in Mauritania, Niger e Burkina Faso nei giorni scorsi, aggiungendosi alle 144.500 già scappate dal Mali e registrati in questi Paesi alla fine del 2012. In Mauritania "471" maliani sarebbero giunti nel campo di Fassala e il "90 percento dei nuovi arrivati è composto da donne e bambini provenienti dalla zona di Lere", spiega l'Alto Commissariato. Tra 11 e il 12 gennaio scorso, circa "450" civili hanno invece attraversato il confine del Mali arrivando in Niger, in fuga "a causa dell'intervento militare in corso, dell'assenza di mezzi di sussistenza e di servizi di base e dell'imposizione della Sharia", aggiunge l'Unhcr riferendo infine di circa "309" rifugiati giunti negli ultimi giorni nei campi profughi del Burkina Faso. E, a fronte dell'emergenza in Mali e del crescente numero di rifugiati e sfollati interni - giunti a quota 228.900 - l'Unhcr prevede che "per poter garantire l'assistenza necessaria" nel 2013 avrà bisogno di fondi pari "195,6 milioni di dollari", oltre 70 in più dei 123 milioni richiesti nel 2012 e dei quali l'agenzia Onu ha ricevuto "solo il 63%". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

