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Estero
Maldive: Yamin presidente, sconfitto a sorpresa Nasheed
Redazione
13 anni fa

In un risultato che ha lasciato tutti a bocca aperta, l'ex presidente Mohamed Nasheed è stato battuto oggi nel ballottaggio svoltosi nelle Maldive dal suo avversario Abdallà Yamin (Partito progressista maldiviano, Ppm), cognato dell'ex dittatore Maumoon Gayoom, che si è aggiudicato la contesa con il 51,6% dei suffragi e 6000 voti di vantaggio. "L'uomo da battere è stato battuto", ha sostenuto un commentatore radiofonico maldiviano quando i computi ufficiosi realizzati dalla ong MD Democracy e dal quotidiano Haveeru hanno mostrato che il vantaggio di oltre il 16% ottenuto al primo turno da Nasheed, conosciuto anche con il soprannome di "Mandela delle Maldive", si era sciolto come neve al sole. Secondo gli analisti, la consegna formulata dal partito Jumhoory del 'tycoon' Gasim Ibrahim - giunto al terzo posto nel primo turno - di votare nel ballottaggio per Yamin "ha funzionato perfettamente, nonostante le polemiche che l'avevano accompagnata". La gioia dei militanti del Ppm si è materializzata nel pomeriggio nella festa organizzata nel quartier generale elettorale costituito nel Nasandhura Palace Hotel di Malè, dove il candidato vincitore Yamin ha accompagnato il tripudio della folla per l'inattesa vittoria in presenza dell'ex dittatore Gayoom, che da anni aveva scelto di vivere all'estero, ma che oggi non ha voluto mancare l'appuntamento che lo vede rientrare trionfalmente in campo, sia pure per interposta persona. "Il nostro governo - ha detto - non cercherà rivincite, né vendette nei confronti degli avversari e del Partito democratico (Mdp) di Nasheed". Il segreto della nostra vittoria - ha concluso confermando le tesi degli analisti - è stato che Gasim Ibrahim ha scelto il nostro campo". Prendendo a sua volta la parola, il vincitore ha sostenuto che "la vittoria non è altro che un dono di Dio. Una vittoria per Allah e per l'Islam". Da parte sua Nasheed, estromesso dalla presidenza 21 mesi fa con un "golpe di velluto" ma che sembrava dover tornare al potere per gli errori e le divisioni (apparenti) dei suoi avversari, ha scelto la via della conciliazione e si è affrettato a riconoscere la vittoria del suo avversario. "Abbiamo un governo eletto dal popolo - ha detto ai giornalisti - e questo deve essere una giornata di festeggiamenti. Per quello che mi riguarda accetto il risultato delle urne e non ho alcuna intenzione di fare ricorso nei tribunali".

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