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Estero
Maldive nel caos
Redazione
9 anni fa

Alta tensione alle Maldive, dove da ieri sera è in vigore lo stato d'emergenza proclamato dall'autoritario presidente Abdullah Yameen che è riuscito nel suo intento: intimidire la Corte Suprema e farle annullare l'ordine di scarcerare i suoi oppositori politici. Dopo aver fatto arrestare nelle ultime 24 ore un ex presidente, ora all'opposizione, e due giudici su cinque della Corte, accusati di tramare un colpo di Stato, gli altri tre membri dell'Alto tribunale hanno ritirato stasera la loro stessa sentenza con cui la scorsa settimana avevano ordinato la scarcerazione di nove leader antigovernativi e il reintegro di 12 deputati dell'opposizione. Al momento non si segnalano particolari problemi per i turisti che visitano le Maldive per le loro lussuose spiagge, molto spesso senza transitare per Malé. Diversi Paesi occidentali - fra questi anche la Svizzera - hanno raccomandato però ai propri connazionali di mantenere l'allerta ed evitare luoghi di raduno. Già ieri Yameen aveva annunciato che non avrebbe attuato l'ordine dei giudici. E poche ore dopo aveva mandato l'esercito a occupare l'edificio della Corte Suprema, arrestando anche l'ex presidente - e suo fratellastro - Maumoon Abdul Gayoom con l'accusa di corruzione e tentativo di rovesciare il governo, in un anno in cui sono previste le elezioni presidenziali. Parlando oggi in tv, Yameen ha definito la decisione della Corte "un'ostruzione dell'abilità dello Stato di funzionare". La sentenza della Corte, che aveva accusato Yameen di aver influenzato i processi e le condanne contro i leader dell'opposizione tra cui il suo predecessore ora in esilio Mohamed Nasheed, avrebbe consentito all'opposizione di assumere la maggioranza in Parlamento e presentare mozioni di sfiducia contro il governo. Il verdetto aveva portato a manifestazioni di protesta nelle capitale Malé da parte di sostenitori dell'opposizione, dopo quasi cinque anni di progressivo giro di vite contro le libertà democratiche da parte del governo Yameen. Dallo Sri Lanka, scrivendo su Twitter, lo stesso Nasheed (che nel 2016 ha ricevuto l'asilo politico dal Regno Unito) ha chiesto alla vicina India di intervenire con un suo inviato per garantire l'attuazione della decisione della Corte. L'ex presidente, il primo leader eletto democraticamente nell'arcipelago di oltre mille isole e circa 400mila abitanti, ha anche esortato gli Stati Uniti ad imporre sanzioni finanziarie contro rappresentanti del governo. L'imposizione dello stato di emergenza e gli arresti ordinati da Yameen sono stati condannati da numerosi governi. La Cina, che con il governo Yameen ha stretto accordi commerciali e di investimento, portando progressivamente le Maldive nella sua sfera di influenza a discapito del tradizionale alleato indiano, ha esortato l'arcipelago a risolvere la crisi internamente.

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