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Estero
Madoff: effetto domino tocca ONG, Hrw avverte colpo
Redazione
18 anni fa

Non solo la donna più ricca del mondo o attori noti e Steven Spielberg tra le vittime della truffa da 50 miliardi di dollari organizzata da Bernard Madoff, ma anche organizzazioni non-profit e ong tra le più attive in tema di emergenze umanitarie e difesa dei diritti umani, come Human Rights Watch (Hrw) o Amnesty International. Nella rete dello schema Ponzi applicato dal finanziere senza scrupoli è caduta anche una delle fondazioni filantropiche di New York che negli ultimi anni ha garantito consistenti contribuiti sia a Hrw sia ad Amnesty, e non solo, e che adesso è costretta a chiudere. Senza giri di parole, con un secco comunicato pubblicato sul suo sito Internet, la JEHT Foundation ha reso nota l'immediata interruzione dei contributi finanziari e la fine della sua esistenza tout-court: "La JEHT Foundation interrompe con decorrenza immediata tutte le sue donazioni e chiuderà i battenti alla fine di gennaio 2009. - si legge - I fondi dei donatori Jeanne Levy-Church e Kenneth Levy-Church erano amministrati da Bernard Madoff, un prominente finanziere arrestato per aver defraudato investitori di miliardi di dollari". Una doccia fredda per le decine di associazioni, centri di ricerca e organizzazioni non governative che la JEHT (acronimo di Giustizia Eguaglianza Dignità Umana e Tolleranza) sosteneva dalla sua nascita nel 2000 su iniziativa dei coniugi Levy-Church e che compaiono in una lunga lista accessibile su Internet che tocca molti ambiti: dalla riforma della giustizia penale negli Usa con particolare interesse per i minori, alla riforma elettorale, dalla ricerca su temi ambientali al diritto internazionale e la difesa dei diritti umani. Così nella lista compaiono anche i finanziamenti destinati ad Amnesty International - un totale di quasi due milioni di dollari dal 2004, con un milione accordato nel 2005 e spalmato sui tre anni successivi-, e per Hrw: cifra simile con l'ultima erogazione pari ad un milione a partire dal 2007 per tre anni. Contributo quindi quest'ultimo bruscamente interrotto in questi giorni, come ha affermato lo stesso amministratore delegato della JEHT, Robert Crane. "Siamo tra i grandi finanziatori di Human Rights Watch - ha detto Crane in un'intervista ai media americani - certo Hrw è una grande organizzazione e sopravviverà, tuttavia ne avvertirà senz'altro l'impatto, sul suo programma di giustizia internazionale per esempio, che noi sostenevamo in particolare". L'allarme è confermato dal quartier generale di New York dell'organizzazione: "JEHT è stato un finanziatore significativo di Hrw - dice all'ANSA la responsabile per il settore sviluppo di Hrw, Michele Alexander - Negli ultimi cinque anni JEHT ha contribuito per ben oltre un milione di dollari e la sua chiusura per noi comporta una perdita consistente". È l'effetto domino del crac Madoff che appare come un simbolico sigillo a chiusura del 2008, l'anno della crisi dell'era globale e che, è chiaro, non guarda proprio in faccia nessuno. C'é però chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno auspicando che si colga l'occasione per fare "piazza pulita": inizia oggi l'inchiesta al congresso sul caso Madoff che si apre con la prima audizione alla Commissione servizi finanziari, audizioni che un deputato democratico della Pennsylvania, Paul Kanjorski, si augura "guidino il lavoro della commissione servizi finanziari nell'intraprendere la più sostanziale revisione delle regole del mercato dai tempi della Grande Depressione". ATS

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