
Passando attraverso due ali di fotografi, curiosi e di vittime inferocite Bernard Madoff è arrivato oggi al Palazzo di Giustizia di Pearl Street a Manhattan per l'udienza decisiva nel caso della maxi-truffa da oltre 60 miliardi di dollari per la quale potrebbe passare il resto dei suoi giorni in prigione. Il finanziere si è dichiarato colpevole di tutti e undici i capi di imputazione. Madoff andrà subito in carcere. Il giudice Denny Chin ha negato al finanziere la proroga degli arresti domiciliari. Abito grigio, giubbotto antiproiettile, Madoff è arrivato sotto scorta dal suo attico di Park Avenue dove si trova ai domiciliari, con largo anticipo rispetto all'inizio dell'udienza delle 10 ora locale, le 17 in Svizzera. Sono poi arrivati alla corte alcune delle sue vittime a cui il giudice Chin ha permesso di parlare in aula sull'opportunità o meno di prorogare gli arresti domiciliari in attesa della sentenza che potrà arrivare tra settimane se non addirittura mesi. In caso contrario, il carcere che aspetta Madoff è il Metropolitan Correctional Center sulla punta sud di Manhattan. Un Bernard Madoff apparentemente contrito ha ammesso di aver operato uno 'schema Ponzi' e ha detto di "non poter adeguatamente esprimere a parole" il suo dispiacere per le migliaia di investitori i cui risparmi sono finiti in fumo. Il finanziere ha detto di aver cominciato a costruire il suo castello di carte finanziario negli anni Novanta in reazione alla recessione di quel periodo. "Speravo di poterne uscire presto ma è stato impossibile". Il giudice Chin ha fissato al 16 giugno la data dell'udienza in cui Bernard Madoff conoscerà la sua condanna. Dopo aver ascoltato tre investitori frodati, Chin ha accettato la dichiarazione di colpevolezza di Madoff. Madoff, che ha 70 anni, deve rispondere di 11 capi di imputazione, che sommati assieme, lo mettono di fronte a una possibile condanna a 150 anni di prigione e a 170 miliardi di dollari di restituzione. ATS
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