
Vladimir Putin ha “deciso che non si fermerà” perché “ha bisogno di una vittoria militare”, anche se ha “preso atto che l’Ucraina non si sottometterà”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista al settimanale Le Point, secondo il quale Mariupol rappresenta per il presidente russo “forse un’ossessione perché è un simbolo dell’Ucraina che si oppone a lui”. “Credo molto poco alla nostra capacità collettiva di metterlo attorno a un tavolo di negoziati a breve termine”, ha aggiunto. Putin cerca di “ottenere una vittoria e punta a una parata militare gloriosa il 9 maggio (la commemorazione della vittoria sul nazismo, ndr), data molto importante per lui e per la Russia”, ha aggiunto Macron.
Parlando dei suoi numerosi contatti telefonici con il leader russo, il presidente francese ha spiegato: “se non parla più con nessuno, non sappiamo fin dove potrebbe arrivare. Quando si entra nel ciclo della violenza, la cosa più difficile è fermarsi. Il pericolo è cadere nell’irreversibile”. Macron ritiene infine che le motivazioni dell’invasione dell’Ucraina risiedano anche nel “risentimento che si è trasformato in paranoia. E l’isolamento di Putin non ha fatto che peggiorare le cose dalle sanzioni del 2014. E non bisogna sottovalutare il ruolo del Covid-19: si è ritrovato a Sochi per mesi, si è rinchiuso, e si è confrontato meno con altri ragionamenti”.
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