
È di sette poliziotti feriti e 25 arresti fra i dimostranti il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera a Skopje nel corso di una manifestazione di nazionalisti macedoni, contrari all'accordo con la Grecia sul nuovo nome del Paese ex jugoslavo. Secondo quanto riferiscono i media locali, gruppi di dimostranti violenti hanno cercato di forzare il cordone di polizia con l'intento di fare irruzione nella sede del parlamento. Bersagliati da un fitto lancio di sassi, bottiglie, petardi e altri oggetti, gli agenti in assetto antisommossa, hanno risposto con gas lacrimogeni. Fra i manifestanti, secondo i media, vi erano anche gruppi delle tifoserie violente di calcio, che scandivano slogan ultranazionalisti e cantavano motivi patriottici macedoni. L'accordo sul nuovo nome della Macedonia - che dovrebbe essere designata con il nome Repubblica di Macedonia del nord - è stato firmato ieri dai rappresentanti di Skopje e Atene in una località al confine fra i due Paesi, alla presenza di alti rappresentanti di Ue e Onu. L'intesa dovrà ora essere ratificata dai due parlamenti, e in Macedonia in autunno verrà sottoposta a un referendum popolare.
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