
In Macedonia alle 7 si sono aperte le urne per le elezioni municipali, un voto che si tiene sullo sfondo di una profonda crisi politica e sociale che condiziona in negativo il processo di integrazione europea del Paese ex jugoslavo. Grazie a una mediazione della Ue, il partito socialdemocratico (Sdsm) - principale forza di opposizione guidata dall'ex presidente Branko Crvenkovski, che da fine dicembre per due mesi aveva boicottato i lavori del parlamento - ha accettato di partecipare al voto amministrativo, nel quale grande favorito è tuttavia il partito conservatore Vmro-Dpmne del premier Nikola Gruevski. Il confronto elettorale si prevede particolarmente acceso nell'ovest del Paese, dove più forte è la minoranza albanese, che in Macedonia costituisce il 25% dei circa 2 milioni di abitanti. In tale parte del Paese buone chance di affermazione hanno i due partiti albanesi Dui e Dpa. I rapporti tra le due comunità sono caratterizzati da tensioni costanti, con frequenti provocazioni e incidenti. La Macedonia ha dal 2005 lo status di Paese candidato all'adesione alla Ue, ma l'opposizione della Grecia - con cui da anni Skopje ha una disputa sul nome - blocca ogni passo avanti nel cammino europeo. A monitorare il voto - gi elettori sono poco più di 1,7 milioni, che potranno votare fino alle 19 - sono presenti circa 8 mila osservatori locali e oltre 400 stranieri, compresi quelli dell'Osce. ATS
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