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Estero
Ma cosa è Wikileaks?
Redazione
16 anni fa
E chi è Julian Assange, il 39enne ricercato dall'Interpol in 188 paesi per i documenti segreti che ha deciso di svelare al mondo?

In questi ultimi giorni si è parlato molto del sito internet Wikileaks e di Julian Assange, il suo creatore. Hanno fatto scalpore, era difficile il contrario, i documenti inviati alle principali testate giornalistiche mondiali (New York Times, El Pais, The Guardian, Der Spiegel e Le Monde) e successivamente pubblicati. La pubblicazione è iniziata domenica pomeriggio. I file (circa 251.287) contengono informazioni strettamente confidenziali inviate da 274 ambasciate americane in tutto il mondo al dipartimento di Stato degli Stati Uniti a Washington. I documenti coprono il periodo fra il 1966 e il febbraio scorso e secondo Wikileaks “rivelano le contraddizioni fra l'immagine pubblica degli Stati Uniti e quello che accade a porte chiuse”. Ma cosa è Wikileaks? WikiLeaks è un'organizzazione internazionale che riceve, in genere, documenti di carattere governativo da fonti anonime. Lo scopo della compagnia è cercare di garantire la giustizia e la democrazia attraverso la pubblicazione di materiale "che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende". La gestione del campo di Guantánamo è uno dei casi più celebri venuti alla conoscenza del grande pubblico grazie al sito. Il 28 novembre è stata pubblicata online la più numerosa rassegna di documenti riservati sulle diplomazie occidentali mai resi noti, in particolare sull'operato del Governo USA. Nei dossier, erano incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato Europei e sui rapporti tra USA ed estremo Oriente. E chi è Julian Assange? Nato a Townsville (Australia) si definisce l’editor in chief del sito web. Ha 39 anni e da qualche tempo è ricercato dall’Interpol che ha emesso, a suo carico, un mandato d’arresto “ai fini dell’estradizione” valido in 188 paesi. Accusato di aver stuprato due donne lo scorso agosto è al momento irrintracciabile. Aveva chiesto asilo all’Ecuador, che ieri gliel’ha negato per voce del presidente Rafael Correa. Voci dicono che si trovi a Dubai. Evita gli alberghi, non usa carte di credito, cambia città ogni notte. Il Time è riuscito ad intervistarlo attraverso skipe e lui ha dichiarato che “Hilary Clinton deve dimettersi per aver fatto spiare funzionari Onu”. Animato da uno spirito profondamente antiamericano avrebbe messo in piedi una serie di scatole cinesi per rendere irrintracciabili i finanziamenti (e i finanziatori) del sito. Filmati e documenti affluiscono invece a una casella elettronica anonima. Secondo alcuni analisti Assange è manovrato dai servizi segreti che utilizzano il sito per le loro lotte interne. A questo punto tutto è possibile.

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