
Non è stato un arresto, bensì un semplice controllo. All'indomani della notizia del fermo di Vladimir Luxuria da parte della polizia russa, a causa di una bandiera esibita dalla trans con la scritta "gay è ok", si delineano i contorni di quel gesto di protesta a favore della causa omosessuale.
Inizialmente la stessa Luxuria aveva dichiarato di essere stata arrestata, e di essere stata "trattata con brutalità e isolata in una stanza con forti luci al neon". Poi le autorità italiane avevano corretto la versione, escludendo che la trans abbia subito violenza o intimidazioni."
Oggi è lei stessa da ammettere che in realtà non si è trattato di un arresto. "La polizia mi ha bloccato, mi ha fatto delle domande e mi ha portata in caserma. Dopo un po’ ho capito che dovevo togliere la scritta dalla bandiera" ha spiegato Luxuria.
La trans intende comunque restare a Sochi e continuare a manifestare. Lo farà già stasera, in occasione della semifinale di hockey femminile Svizzera-Canda. "Ma stavolta con bandiera senza scritte" ha precisato.
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