
I 27 leader europei si sono collegati per sei ore in videoconferenza. E quest'ultima è probabilmente l'unica novità di rilievo al termine del vertice di giovedì indetto per definire la strategia economica contro la crisi del coronavirus. Ma il risultato? Fumata nera, e il rimando fra due settimane con il compito affidato ai ministri delle finanze dei 27 Paesi di formulare delle proposte. Di fronte ad una prova capitale per il futuro economico dell’Unione europea, i capi di Stato decidono di non decidere, divisi fra Nord e Sud.
Ma quali erano le proposte sul tavolo? Un fronte composto da Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Belgio, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia proponeva l’introduzione dei cosiddetti coronabond: l’emissione di obbligazioni comuni a tutti. In pratica uno strumento di debito condiviso a livello di Unione. Contrari a questa eventualità Germania, Austria, Finlandia e Olanda per cui si dovrebbero attivare gli strumenti oggi a disposizione, seguendo il principio di caso per caso.
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