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Luigi Mangione, se condannato, eviterà la pena di morte
© KEYSTONE (Curtis Means)
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Ats
14 ore fa
Per i legali la decisione è una vittoria importante perché sono riusciti a far valere la tesi che lo stalking «non si configura come crimine violento» e non può essere quindi il presupposto per la pena capitale

Nessuna pena di morte per Luigi Mangione. Il giudice a cui fa capo il suo processo ha infatti respinto l'accusa mossa contro il 27.enne che, potenzialmente, lo avrebbe esposto alla possibilità di essere condannato all'esecuzione capitale.

La giudice Margaret M. Garnett ha respinto due delle quattro accuse contro Mangione, il che vuol dire che il 27.enne rischia la pena massima del carcere a vita senza possibilità di libertà su parola in caso di condanna.

Per i legali di Mangione la decisione è una vittoria importante perché sono riusciti a far valere la tesi che lo stalking «non si configura come crimine violento» e non può essere quindi il presupposto per la pena capitale. Gli avvocati del 27.enne hanno anche sostenuto davanti al giudice che la decisione di chiedere la pena di morte fosse di natura politica.

La giudice ha deciso anche di ammettere al processo come prove quanto rinvenuto nello zaino di Mangione quando è stato fermato per la morte del CEO di UnitedHealthCare Brian Thompson. I legali di Mangione avevano invece chiesto che le prove raccolte dallo zaino fossero escluse dal processo perché la perquisizione effettuata allora a carico di Mangione era stata eseguita in modo illegale perché le autorità non avevano alcun mandato per agire.