
I 27 leader europei hanno concluso ieri il primo giorno di vertice a Bruxelles confermando essenzialmente i pronostici della vigilia, approvando le conclusioni sul capitolo Ucraina (con l'invito ad andare avanti sull'uso degli asset russi per armare Kiev), difesa e sicurezza, allargamento (sì all'apertura dei negoziati con la Bosnia) e il Medio Oriente (pausa umanitaria immediata a Gaza). "Abbiamo riaffermato l'unità dell'Europa", ha riassunto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.
"Determinati a fare di più per Kiev"
Michel ha promesso che i 27 sugli asset russi vogliono "procedere spediti", "comprendono la serietà della situazione e sono determinati a fare di più per Kiev". Mentre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha reso noto che con l'intesa sugli asset si potrebbero avere a disposizione per quest'anno tre miliardi di euro da spendere per l'acquisito di equipaggiamenti militari da fornire a Kiev ed il primo miliardo di euro potrebbe essere disponibile per essere speso già a luglio se "saremo veloci a prendere le necessarie decisioni".
L'Ue "si impegna ad aumentare le proprie capacità di difesa"
Per quanto riguarda la difesa Michel assicura "un cambiamento di paradigma del progetto europeo", che era fondato sulla cooperazione e la prosperità, mentre la difesa "era affidata alle competenze nazionali. Abbiamo deciso di rafforzare il pilastro europeo", ha dichiarato ieri. L'Ue - si legge nelle conclusioni "s'impegna ad aumentare la propria preparazione e le proprie capacità di difesa per soddisfare le proprie esigenze e ambizioni nel contesto delle crescenti minacce e sfide alla sicurezza, riducendo le sue dipendenze strategiche e aumentando le sue capacità". Ecco, sul come però le divisioni restano. Il nodo sono sempre i fondi. I leader sono "divisi" sulla possibilità degli eurobond per sostenere le spese per la difesa, ha certificato il premier belga Alexander De Croo, presidente di turno dell'Ue. Interpellato su quali fossero i Paesi contrari - e se fra loro vi fossero Germania e Olanda - De Croo ha risposto che tra i 27 vi è la "classica contrapposizione", tra frugali e chi invece chiede solidarietà. "Non ho la sfera di cristallo" per sapere come andrà, ha osservato il premier belga aggiungendo che "in passato, in relazione a necessità inevitabili, le posizioni sono cambiate".
Grano rubato
Von der Leyen ha poi presentato una proposta per inserire dei dazi sull'import dei cereali russi, così da ridurre le entrare per il Cremlino e impedire l'ingresso nel mercato europeo del grano rubato all'Ucraina. Misura che abbraccia sia la protezione degli agricoltori europei, sotto pressione, sia il sostegno aggiuntivo a Kiev. L'apertura dei negoziati con la Bosnia - che deve però prima rispettare le necessarie condizioni - viene definita poi come "storica" dall'Italia, che ha sempre sostenuto Sarajevo nel suo percorso di avvicinamento a Bruxelles.
"Gaza è sull'orlo di una carestia"
L'Ue è riuscita ad aggiornare anche la sua posizione su Gaza, riuscendo a mettere nero su bianco il termine "tregua", che dovrà seguire alla "pausa umanitaria immediata". Le conclusioni ricordano le atrocità commesse da Hamas e il diritto alla difesa di Israele ma intimano a Tel Aviv di non procedere con l'operazione di terra e a permettere gli ingressi di aiuti massicci. "Gaza è sull'orlo della carestia", ha detto von der Leyen.
Tratta di esseri umani
Il Consiglio europeo, poi, ha fatto sua la proposta della vicina Penisola sui migranti ed ha invitato la Commissione europea a proseguire nel rafforzamento di tutti gli strumenti a disposizione dell'Ue per contrastare efficacemente la tratta e il traffico di esseri umani.

