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L'UE a Londra: "L'accordo non si rinegozia"
L'UE a Londra: "L'accordo non si rinegozia"
L'UE a Londra: "L'accordo non si rinegozia"
Redazione
8 anni fa
Per il portavoce della Commissione europea c'è qualche margine per ritoccare la dichiarazione politica sulla Brexit

"L'accordo sulla Brexit non può essere rinegoziato. Ora sta al Regno Unito dire cosa vuole fare. Aspettiamo di sapere da loro quali sono i prossimi passi". Lo ha detto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea.

Ma se Schinas avverte che i 27 non sono disposti a rinegoziare l'intesa, lascia però intendere che c'è qualche margine per ritoccare la dichiarazione politica congiunta sulla partnership futura, sempre che Londra modifichi i suoi paletti. Ma occorre che la Gran Bretagna chiarisca cosa vuole fare.

Gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue si riuniranno nel primo pomeriggio per un aggiornamento sulla Brexit, dopo la bocciatura dell'accordo, ieri sera a Westminster. Lo piegano fonti diplomatiche europee all'agenzia di stampa italiana ANSA.

Secondo quanto spiegano le stesse fonti, sarà un primo scambio di vedute, e non è prevista alcuna decisione, anche perché l'Unione è in attesa di vedere le evoluzioni delle prossime ore a Londra, e capire in quale direzione voglia muoversi il Regno Unito.

È rischio recessione?"Non lo so, vediamo". Così il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ai giornalisti che gli chiedevano se c'è un rischio recessione in Europa dovuto alla Brexit. "Adesso tocca ai britannici dirci cosa vogliono, tocca a loro di parlare in Parlamento, poi vedremo", ha aggiunto.

"Da parte mia non c'è nessun timore" per le elezioni europee, ha precisato, "adesso dobbiamo aspettare fino a che sia chiaro a Londra che cosa vogliono loro", precisando di non aver avuto personalmente contatti con la premier britannica Theresa May dopo il voto. Quanto alla possibilità che May possa venire a Bruxelles per discutere con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, Timmermans taglia corto: "francamente non lo so".

"Nessun referendum bis" Dal canto suo la premier britannica Theresa May ha ribadito nel Question Time di oggi ai Comuni il suo impegno a garantire il mantenimento dopo la Brexit dei diritti attuali degli oltre 3 milioni di cittadini di Paesi Ue residenti nel Regno Unito. "Il governo resta legato a questo impegno" anche in caso di "no deal", ha insistito May in risposta a una domanda specifica, pur ribadendo ripetutamente di non volere tale scenario.

La premier, che è anche tornata a escludere l'ipotesi che la Gran Bretagna possa non uscire dall'Ue e che il suo governo possa sostenere un referendum bis, ha nel contempo auspicato piena reciprocità per "i cittadini britannici" residenti nel continente: in totale circa un milione.

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