
A quasi 24 ore dal massacro, è arrivata la rivendicazione che tutti si attendevano. L'Isis, attraverso il suo 'organo di stampa' Amaq, si è attribuito l'attentato di Londra, che sarebbe stato opera dei suoi "combattenti". Lo ha reso noto su twitter Rita Katz, direttrice di Site, il sito che monitora il jihadismo sul web.
Altri arresti
La polizia londinese ha fatto irruzione questa mattina verso le 4:00 locali (le 5:00 in Svizzera) in altre due abitazioni in un quartiere nella zona est della capitale (a Dagenham) in relazione all'attacco terroristico di sabato sera.
Lo scrive il Mail online. Alcune persone sono state arrestate. Un testimone ha detto al giornale di avere sentito una forte esplosione seguita da colpi di arma da fuoco.
"Questo spargimento di sangue finirà"
Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito quello di Londra un "orribile attacco" e ha ammonito: "Questo spargimento di sangue deve finire. Questo spargimento di sangue finira".
"Da presidente, farò tutto il necessario per impedire che questa minaccia si estenda fino alle nostre sponde".
Nella prima reazione in pubblico agli attacchi di Londra, Trump ha sottolineato la sua "determinazione, più forte che mai, a proteggere gli Stati Uniti e i suoi alleati da un nemico codardo che ha dichiarato guerra alla vita innocente".
Ecco chi è la prima vittima
È canadese la prima vittima identificata pubblicamente con nome e cognome fra le sette persone che hanno perso la vita nell'attacco terroristico di sabato sera a Londra.
Si chiamava Christine Archibald, secondo quanto riferito dalla sua famiglia in una breve dichiarazione inviata alla Ctv, emittente del Canada, e rimbalzata poi sui media britannici.
La famiglia esprime il suo dolore e ricorda il lavoro di "Chrissy" in un ospizio per senzatetto prima del trasferimento in Europa per raggiungere il fidanzato.
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