
Il ministro della Giustizia Jack Straw rinunciò a chiedere l'esclusione di Abdelbaset al-Megrahi da un accordo per il trasferimento di prigionieri con la Libia per motivi commerciali. Secondo quanto rivela oggi il "Sunday Times", Straw avrebbe fatto marcia indietro nel dicembre del 2007 proprio mentre i negoziati per un importante contratto tra Tripoli e la società petrolifera BP erano in corso. Il contratto, afferma il domenicale, fu poi firmato sei settimane dopo che la Gran Bretagna decise di includere il responsabile della strage di Lockerbie nell'accordo per il trasferimento. Il domenicale riporta una lettera inviata il 19 dicembre 2007 dal ministro della Giustizia britannico alla sua controparte scozzese Kenny MacAskill in cui Straw afferma: "Avevo in precedenza accettato l'idea che la questione di al-Megrahi è molto importante per la Scozia e avevo detto che avrei cercato di ottenere la sua esclusione dall'accordo. Non sono riuscito però ad ottenere tale esclusione. I più ampi negoziati con la Libia stanno raggiungendo un momento critico e, considerati i più pressanti interessi per la Gran Bretagna, ho accettato che in questo caso l'accordo per il trasferimento dei prigionieri segua la sua normale strada e non faccia eccezione per nessuno". Un portavoce del ministero della giustizia - citato oggi dal "Sunday Times" - ha tuttavia negato che il rilascio di al-Megrahi sia stato motivato da interessi economici. Ha sottolineato che era comunque spettata alla Scozia l'ultima parola e che la scarcerazione del prigioniero è stata comunque decisa per motivi umanitari e non in base all'accordo per il trasferimento dei prigionieri. Questo accordo d'altra parte - ha sottolineato il portavoce - "era parte di un più ampio negoziato che puntava alla normalizzazione dei rapporti con la Libia che include una lunga serie di argomenti, tra cui c'è il commercio". ATS
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