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Estero
Lockerbie: Gheddafi attacca, in Occidente politica arroganza
Redazione
17 anni fa

Muammar Gheddafi non fa marcia indietro dopo le critiche della comunità internazionale sull'accoglienza riservata ad Abdelbaset al Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie e rilasciato dal governo scozzese per motivi di salute, al suo rientro a Tripoli. Anzi attacca. In Occidente, dichiara il colonnello sull'agenzia libica Jana, c'è ancora "la politica dei due pesi e due misure che nasce dall'arroganza, dal disprezzo per le altre nazioni e la loro opinione pubblica". Una politica "che genera il terrorismo che oggi subiscono (quei Paesi che protestano per al Megrahi, ndr). Il terrorismo è un fenomeno che ha delle cause - sottolinea - e trova le sue giustificazioni in questa politica". Secondo Gheddafi infatti, come accaduto per Megrahi a Tripoli, anche le infermiere bulgare - condannate in Libia con l'accusa di aver inoculato il virus dell'Hiv a 400 bambini e poi consegnate alla Bulgaria "su richiesta del mio amico il presidente Sarkozy" nel 2007 - furono accolte in patria e dal parlamento europeo "con applausi, in piedi, come fossero degli eroi". "Perché - si chiede il colonnello - allora non abbiamo sentito proteste? Mentre oggi si levano purtroppo voci non oggettive sull'uscita di prigione di Abdelbaset (al Megrahi), voci che dicono che questo ha ferito i sentimenti delle famiglie delle vittime di Lockerbie", aggiunge Gheddafi. "È possibile che noi non abbiamo sentimenti e loro sì? Siamo degli asini o degli esseri umani?. Questa - conclude - è la politica dei due pesi e due misure che genera il terrorismo". ATS

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