
Muammar Gheddafi non fa marcia indietro dopo le critiche della comunità internazionale sull'accoglienza riservata ad Abdelbaset al Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie e rilasciato dal governo scozzese per motivi di salute, al suo rientro a Tripoli. Anzi attacca. In Occidente, dichiara il colonnello sull'agenzia libica Jana, c'è ancora "la politica dei due pesi e due misure che nasce dall'arroganza, dal disprezzo per le altre nazioni e la loro opinione pubblica". Una politica "che genera il terrorismo che oggi subiscono (quei Paesi che protestano per al Megrahi, ndr). Il terrorismo è un fenomeno che ha delle cause - sottolinea - e trova le sue giustificazioni in questa politica". Secondo Gheddafi infatti, come accaduto per Megrahi a Tripoli, anche le infermiere bulgare - condannate in Libia con l'accusa di aver inoculato il virus dell'Hiv a 400 bambini e poi consegnate alla Bulgaria "su richiesta del mio amico il presidente Sarkozy" nel 2007 - furono accolte in patria e dal parlamento europeo "con applausi, in piedi, come fossero degli eroi". "Perché - si chiede il colonnello - allora non abbiamo sentito proteste? Mentre oggi si levano purtroppo voci non oggettive sull'uscita di prigione di Abdelbaset (al Megrahi), voci che dicono che questo ha ferito i sentimenti delle famiglie delle vittime di Lockerbie", aggiunge Gheddafi. "È possibile che noi non abbiamo sentimenti e loro sì? Siamo degli asini o degli esseri umani?. Questa - conclude - è la politica dei due pesi e due misure che genera il terrorismo". ATS
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