
Non si placa la polemica in Gran Bretagna per la liberazione di Abdelbaset Ali al Megrahi - l'ex agente libico condannato all'ergastolo per l'attentato di Lockerbie - e, mentre il premier Gordon Brown e il ministro degli esteri David Miliband tentano di rintuzzare gli attacchi, da Tripoli viene la notizia che al Megrahi è in ospedale, nel reparto di terapia intensiva, debole al punto da essere incapace di parlare. Il 57enne terrorista di Lockerbie, che peraltro si professa innocente, è affetto da cancro alla prostata ed è considerato in fase terminale. Quando era rientrato a Tripoli, accolto con tutti gli onori dal leader libico Muammar Gheddafi, era apparso in condizioni accettabili se non addirittura buone. Oggi però, quasi a indicare che regge l'ipotesi della liberazione per motivi umanitari, un funzionario governativo ha detto che si trova al Centro medico di Tripoli nel reparto di terapia intensiva: "E' in cattive condizioni e non è in grado di palare con nessuno", ha precisato. Un suo collega ha poi detto che è ricoverato in quel reparto da tre giorni. ATS
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