
Vacanze scolastiche a parte, il lunedì dopo Pasqua in Portogallo non è festivo, e i pendolari portoghesi hanno trovato stamattina un altro sciopero delle ferrovie che, nelle prime ore di oggi, aveva già soppresso più del 30% dei treni suburbani nell'area metropolitana di Lisbona.
Organizzata da una folta piattaforma di sindacati autonomi, quella nelle ferrovie è solo una delle campagne di scioperi che in questo momento attraversano il Portogallo e danno più di un grattacapo al governo di António Costa. Negli ultimi giorni si sono infatti moltiplicate sui media le immagini dei pochi treni suburbani disponibili sovraffollati o dei tanti pendolari in attesa su binari deserti.
Richiesti aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro
Questa ondata di scioperi è iniziata per alcune ore il 28 marzo scorso, è culminata nello sciopero di tutta la giornata di giovedì 6 aprile e dovrebbe proseguire a singhiozzo almeno fino al 30 aprile prossimo. Fra le rivendicazioni, oltre a migliori condizioni di lavoro e di sicurezza sui convogli e nelle stazioni, ci sono ovviamente le rivendicazioni salariali: "Aumenti effettivi", scrivono i sindacati in un comunicato, in un chiaro riferimento alla perdita di potere d'acquisto derivante dall'inflazione, che le misure del governo finora non sono riuscite a colmare.

