
In Italia, dopo oltre due mesi di chiusure generalizzate, da lunedì 18 maggio possono riaprire negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, spiagge, musei e biblioteche, mentre si registra il numero più basso di vittime dall'inizio del lockdown, 145 nelle ultime 24 ore.
Si torna così a una vita "quasi normale", anche se per proteggersi dal Coronavirus bisognerà indossare le mascherine in moltissime occasioni, così come occorrerà essere pronti a farsi misurare la febbre. Oltre ai parenti, si tornerà a poter vedere gli amici e invitarli a casa. Addio anche all'autocertificazione, mentre resta il divieto di assembramento.
De Luca (PD) non ci staÈ però ancora scontro tra il governo e le Regioni proprio sulle modalità con cui ricominciare, nonostante l'accordo raggiunto sabato a tarda notte sul nuovo Dpcm - il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - firmato nella serata di domenica dal premier Giuseppe Conte.
Ad accusare l'esecutivo stavolta non sono i governatori del centrodestra, ma il presidente della Campania Vincenzo De Luca, del Partito democratico. "La Campania non è d'accordo e non ha sottoscritto l'intesa Stato-Regioni che alcuni media presentano come condivisa all'unanimità", dice il governatore.
"Su alcune norme di sicurezza generale deve pronunciarsi il ministero della Salute, non è possibile che il Governo scarichi opportunisticamente tutte le decisioni sulle Regioni."
L'uscita di De Luca, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, sarebbe dovuta al timore dei presidenti di assumersi pienamente le responsabilità di aperture e chiusure, nascondendosi dietro l'attendismo del governo sulle linee guida.
Si riparte, ma non tutti insiemeAl di là delle polemiche, lo stesso De Luca ha rinviato di tre giorni l'apertura dei ristoranti. E sull'apertura dei "confini" regionali il 3 giugno ha già detto che la valuterà solo il 2.
La Sardegna ha invece deciso di rinviare ancora di qualche giorno l'apertura di siti archeologici e musei e il Piemonte ha posticipato quella di bar e ristoranti al 23. "La nostra non è una regione a rischio", dice il presidente Alberto Cirio. "Se c'è uno slittamento di qualche giorno per alcune attività questo dipende solo dal fatto che da noi il contagio si è diffuso più tardi".
I dati del monitoraggio del ministero della Salute sui primi 12 giorni di allentamento delle misure indicano che il Piemonte è tra i territori a rischio basso. Ma è altrettanto vero che la Regione Piemonte, così come la Lombardia, continua ad essere quella con il più alto numero di contagiati in Italia: anche oggi, sui 675 nuovi casi, più del 50% (390) si registrano proprio nelle due regioni.
A giugno riaprono frontiere, teatri e cinemaIl nuovo decreto ministeriale prevede in particolare l'apertura delle frontiere con L'Ue e con l'area Schengen dal 3 giugno. Dal 15 giugno si potrà inoltre tornare a teatro, nelle sale da concerto e al cinema, dove i posti a sedere "saranno preassegnati e distanziati", con almeno un metro fra uno spettatore e l'altro.
Se gli spettacoli saranno all'aperto non potranno parteciparvi più di 1000 persone. La soglia scende a 200 persone nelle sale. Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. Resta il divieto per le sale da ballo e le discoteche. Bisognerà inoltre indossare la mascherina e addio ai pop corn e alle bibite.
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