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Demografia
L'Italia ha perso 3 milioni di giovani dal 2022
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Keystone-ats
3 anni fa
Il Mezzogiorno presenta una perdita netta di giovani nonostante ce ne siano di più rispetto al Nord: la quota di chi si trova tra i 18 e i 34 anni è maggiore nel Mezzogiorno (18,6%) rispetto al Centro-nord (16,9%), ma la flessione è molto severa (-28% dal 2002).

Nel 2023 in Italia si contano circa 10 milioni 200 mila giovani in età 18-34 anni; dal 2002 la perdita è di oltre 3 milioni (-23,2%). L'Italia è il Paese Ue con la più bassa incidenza di 18-34enni sulla popolazione (nel 2021 17,5%; media Ue 19,6%). Il Mezzogiorno presenta una perdita netta di giovani nonostante ce ne siano di più rispetto al Nord: la quota di chi si trova tra i 18 e i 34 anni è maggiore nel Mezzogiorno (18,6%) rispetto al Centro-nord (16,9%), ma la flessione è molto severa (-28% dal 2002). È quanto emerge dal rapporto dell'Istituto italiano di statistica (Istat) "I giovani del Mezzogiorno".

Inverno demografico

I giovani sono i veri protagonisti del cosiddetto "inverno demografico": diminuiscono - rileva l'Istat - mentre la popolazione aumenta (+3,3% dal 2002 a oggi). È un fenomeno attivo fin dai "baby-boomers" (nati fra il 1956-'65), ma che ha subito un'accelerazione a partire dai cosiddetti "millennials" (nati fra il 1981-'95). L'Istituto italiano di statistica prevede che nel 2061 gli ultra-settantenni saranno il 30,7% della popolazione residente nel Mezzogiorno (18,5% nel Centro-nord).

Età media del matrimonio

La propensione alla nuzialità e alla procreazione ovunque si riduce: nel 2021, l'età media al primo matrimonio degli italiani è di circa 36 anni per lo sposo (32 nel 2004) e 33 per la sposa (29 nel 2004); quella della prima procreazione per le donne è in continuo aumento (32,4 anni contro 30,5 nel 2001). Ciò - rileva l'Istat - rischia di interferire con il ciclo biologico della fertilità e di alimentare l'"inverno demografico". I giovani del Mezzogiorno hanno un percorso più "lungo e complicato" verso l'età adulta. Si dilatano notevolmente i tempi di uscita dalla casa dei genitori, di formazione di una famiglia propria, della prima procreazione. Nel Mezzogiorno il 71,5% dei 18-34enni nel 2022 vive in famiglia (64,3% nel Nord Italia; 49,4% nell'Ue a 27), con un forte aumento rispetto al 2001 (62,2%).