
Via libera definitivo del Senato italiano, con 119 sì, 61 no e 12 astenuti, alla proposta di legge sul rientro dei capitali, nota anche come legge sulla voluntary disclosure, che introduce anche il reato di autoriciclaggio. Il provvedimento diventa così legge. Infatti il 17 ottobre scorso la Camera dei deputati italiana (250 sì, 76 no, 2 astenuti) aveva già dato luce verde alla normativa, che propone a chi ha nascosto denaro all'estero, ma anche in patria, di autodenunciarsi in cambio di sconti su sanzioni e pene.
"Con il disegno di legge sul rientro dei capitali, approvato in Senato, abbiamo dotato il nostro Paese di uno strumento in più per garantire il rientro di capitali senza fare l'ennesimo condono o scudo fiscale", ha affermato la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, poco dopo il voto.
"Il provvedimento è un deciso progresso nell'emersione di ricchezze non censite e nella direzione della lotta alla mafia. Dovrebbero entrare nella casse dello Stato risorse fresche tra i 2 e i 4 miliardi di euro e - soprattutto - il fisco conoscerà molte cose che non sapeva: nomi, importi e causali dei capitali all'estero. I magistrati potranno poi finalmente mettere le mani in tasca ai mafiosi, più e meglio di quanto non abbiano potuto fare fino ad oggi", ha affermato dal canto suo Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Partito democratico e componente della Commissione parlamentare Antimafia.
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