
Di nuovo e sempre allo stesso modo, con un copione orripilante. L’Isis ha diffuso il video della decapitazione di un altro ostaggio britannico, il tassista 47enne Alan Henning. L’uomo, padre di due figlie e la cui moglie pochi giorni aveva implorato la liberazione, era stato raputo nel dicembre 2013.
È stata la stessa vittima a pronunciare la condanna a morte, dicendo nel video lungo un minuto e 11 secondi (la cui veridicità è al vaglio del Foreign Office ma sui cui ci sono purtroppo pochi dubbi): “Per via della decisione del nostro parlamento di attaccare lo Stato Islamico, io, in quanto britannico, pagherò il prezzo di quella decisione”. La Gran Bretagna, che vede così barbaramente ucciso il suo secondo cittadino dopo David Haines, aveva infatti deciso di schierarsi al fianco degli Stati Uniti e della loro coalizione nei raid aerei contro lo Stato Islamico. E in mano all’Isis c’è un altro ostaggio di passaporto inglese, John Cantlie.
Il video si intitola “Un altro messaggio all’America e i suoi alleati”, e, mostrandolo, minaccia anche un americano, che parrebbe essere l’operatore umanitario Peter Kassing.
Questo ennesimo ed efferato omicio “mostra quanto sono barbari e ributtanti questi terroristi" ha commentato il primo ministro britannico David Cameron, ribadendo che “faremo tutto il possibile per stanare questi assassini e portarli davanti alla giustizia", mentre dalla Casa Bianca si parla di “nuova prova della brutalità del gruppo”.
Il boia sembrerebbe dalla voce lo stesso che ha decapitato David Haines. Alcune analisi rivelano come la sua parlata, anche se modificata elettronicamente, recherebbe tracce di accento britannico.
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