

Il comando centrale di Khatam al-Anbiya, che riunisce l'esercito regolare dell'Iran e i pasdaran ha emesso un duro avvertimento a Israele su X: «Le minacce di Netanyahu contro Dahyeh violano il cessate il fuoco. Se dovesse procedere, i residenti dei territori del nord (di Israele) devono evacuare immediatamente per evitare conseguenze dirette».
Le sirene sono scattate al confine nord a Margaliot e Kiryat Shmona a causa di un missile lanciato dal Libano verso il territorio israeliano che è stato intercettato. Altri due missili sono caduti in prossimità delle forze di difesa israeliane operanti nel sud del Libano, senza causare vittime. Lo comunica l'Idf in una nota.
Donald Trump ha detto di non aver ricevuto notizie dall'Iran in merito alla sospensione dei colloqui. In un'intervista a Nbc, il presidente degli Stati Uniti ha inoltre sottolineato che se fosse vero andrebbe bene. «Penso che abbiamo parlato troppo. Un po' di silenzio va bene», aggiunge. «Questo non significa che inizieremo a bombardare. Ci limiteremo al silenzio. Manterremo il blocco», ha aggiunto Trump. A chi gli chiedeva se può attendere, Trump ha risposto: «Posso aspettare quanto vogliono. Stanno perdendo una fortuna».
«L'Idf sta attaccando e continuerà ad attaccare in tutto il Libano, da Dahyeh a Tiro. Ovunque vi sia una minaccia per i cittadini israeliani e le forze dell'Idf, agiremo per eliminarla». Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in un messaggio video. «Il controllo della cresta di Beaufort ha importanti implicazioni operative. Si tratta di una risorsa geografica fondamentale per Hezbollah, che costituisce il centro nevralgico dell'organizzazione. Da lì, controlla il fuoco e l'osservazione delle comunità della Galilea e di Metula. Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', da quest'area sono stati effettuati oltre 400 lanci», ha aggiunto Defrin.
L'Iran interrompe lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti in segno di «protesta per l'escalation di Israele in Libano». Lo riporta l'agenzia Bloomberg, citando l'iraniana Tasnim. «Il team negoziale iraniano interromperà gli attuali colloqui e lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti, tramite il mediatore, in segno di protesta contro i continui attacchi e crimini israeliani in Libano, poiché una delle precondizioni poste dall'Iran per i negoziati era il cessate il fuoco, che è stato violato su tutti i fronti in Libano», scrive l'agenzia Tasnim, citando una fonte informata. «L'immediata cessazione delle operazioni aggressive e brutali di Israele a Gaza e in Libano, nonché il ritiro completo del regime dalle aree occupate in Libano sono state sottolineate dai negoziatori iraniani. E pertanto non ci saranno negoziati, a meno che non vengano soddisfatte le richieste dell'Iran e del movimento di resistenza a questo riguardo», ha affermato la fonte.
Iran: «Pronti a chiudere completamente lo Stretto di Hormuz»
L'Iran e i suoi alleati hanno anche messo in agenda la chiusura completa dello stretto di Hormuz e «l'attivazione di altri fronti, tra cui lo Stretto di Bab al-Mandab», tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, per «punire i sionisti (Israele) e i loro sostenitori». Lo riferisce sempre Tasnim.
Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti stanno ancora lottando contro le truppe israeliane vicino al castello di Beaufort, nel sud del Libano, il giorno dopo che Israele ha annunciato di aver preso possesso della fortezza strategica e le truppe vi hanno issato la bandiera israeliana. In una dichiarazione rilasciata dalla sala operativa di Hezbollah, il gruppo ha affermato che i suoi combattenti sono impegnati in una «battaglia di logoramento contro le forze dell'esercito nemico israeliano presenti nella zona».
Idf: «Ucciso terrorista di Hamas»
L'Idf, dal canto suo, «ha condotto un attacco mirato sabato nella Striscia di Gaza centrale, eliminando il terrorista Jamal Abu Aoun, comandante dell'ala militare di Hamas, che prestava servizio come medico presso l'ospedale Al-Yafa di Deir al-Balah». Lo scrive il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) in una nota specificando che «nel suo ruolo, Abu Aoun comandava terroristi di Hamas e pianificava e attuava attacchi contro le truppe israeliane e lo Stato di Israele. Recentemente, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco, Abu Aoun aveva contribuito agli sforzi per la riabilitazione e la ricostruzione di Hamas'».
«L'Idf ha condotto un attacco mirato sabato nella Striscia di Gaza centrale, eliminando il terrorista Jamal Abu Aoun, comandante dell'ala militare di Hamas, che prestava servizio come medico presso l'ospedale Al-Yafa di Deir al-Balah». Lo scrive il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) in una nota specificando che «nel suo ruolo, Abu Aoun comandava terroristi di Hamas e pianificava e attuava attacchi contro le truppe israeliane e lo Stato di Israele. Recentemente, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco, Abu Aoun aveva contribuito agli sforzi per la riabilitazione e la ricostruzione di Hamas».
Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti stanno ancora lottando contro le truppe israeliane vicino al castello di Beaufort, nel sud del Libano, il giorno dopo che Israele ha annunciato di aver preso possesso della fortezza strategica e le truppe vi hanno issato la bandiera israeliana. In una dichiarazione rilasciata dalla sala operativa di Hezbollah, il gruppo ha affermato che i suoi combattenti sono impegnati in una «battaglia di logoramento contro le forze dell'esercito nemico israeliano presenti nella zona».
«Stiamo lavorando per individuare gli obiettivi da attaccare e non appena saranno approvati secondo le procedure dell'aeronautica e della direzione operazioni dell'esercito, agiremo». Lo ha dichiarato una fonte militare riportata da Maariv, sottolineando che l'aviazione israeliana non ha ancora lanciato attacchi nei cieli di Beirut.
Secondo quanto riportato dall'emittente saudita Al-Hadath, l'ampliamento delle operazioni militari su Beirut avviene in coordinamento con gli Stati Uniti, che hanno chiesto al governo libanese di procedere con azioni più incisive verso il disarmo di Hezbollah per evitare che l'escalation coinvolga la capitale libanese.
L'Iran afferma che 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da ieri. Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato di aver coordinato e autorizzato il passaggio di 15 navi, tra cui quattro petroliere, attraverso lo Stretto di Hormuz, e che queste hanno lasciato il canale nelle ultime 24 ore. «Consideriamo qualsiasi tipo di cooperazione da parte delle navi con forze ostili come una minaccia imminente alla sicurezza e agiremo di conseguenza», si legge nel comunicato, secondo l'agenzia Fars.
Ci sono notizie secondo le quali, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, decine di navi avrebbero adottato misure per attraversare il canale, alcune con la collaborazione degli Stati Uniti.
«L'amministrazione statunitense ha dato il via libera a un'operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah». Lo riferiscono i media israeliani, mentre la Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che «Washington ha informato il Libano che l'escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah».
«Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l'impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah», ha detto la fonte Usa.
Le forze armate statunitensi hanno assistito decine di navi mercantili nel passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime settimane. Lo scrive il New York Times - che cita fonti ufficiali Usa - rilanciato dal Guardian. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha guidato circa 70 navi mercantili attraverso lo stretto nelle ultime tre settimane, ha dichiarato uno dei funzionari. Le fonti hanno detto al Nyt che la maggior parte delle navi aveva spento i transponder per evitare di essere individuate.
I funzionari si sono rifiutati di specificare il tipo di navi e la rotta seguita. Le imbarcazioni che transitano vicino all'Iran senza aver ottenuto l'autorizzazione iraniana rischiano di essere attaccate. Gli analisti marittimi hanno affermato che i passaggi guidati dagli Stati Uniti sembrano seguire rotte più vicine all'Oman. Prima della guerra, oltre 100 navi mercantili al giorno attraversavano lo Stretto. Poiché i passaggi guidati dagli Stati Uniti avvengono con i transponder spenti, gli analisti marittimi hanno affermato di non essere in grado di verificare in modo indipendente il numero effettivo di transiti.
«Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l'aggressione illegale e l'ingerenza del regime sionista». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall'Irna.
Intanto almeno sette persone sarebbero morte in raid aerei attribuiti a Israele, condotti principalmente con droni, su località del Libano meridionale: lo riferisce l'agenzia locale Nna. Tra i punti colpiti, ha aggiunto la stessa fonte, ci sono Kfarsir, Nabatieh al-Fawqa, Toul e Zefta. Tra le vittime c'è anche un giovane siriano, precisa la Nna.
«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'Irna.
«Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso», ha poi accusato.
«Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra», ha commentato Baghaei.
«Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l'altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni», ha aggiunto.
Gli attacchi iraniani contro le basi e le infrastrutture utilizzate per lanciare attacchi illegali contro l'Iran costituiscono un legittimo esercizio di autodifesa«, ha aggiunto Baghaei, commentando l'attacco annunciato dalle Guardie della rivoluzione contro una base americana nella regione in risposta a un raid delle forze statunitensi contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan.
»La dichiarazione dell'Ue che incolpa l'Iran mentre esercita il suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi limitrofi è un esempio magistrale di indignazione morale selettiva, è ipocrita e sconsiderata«, ha affermato Baghaei su X senza specificare la dichiarazione di Bruxelles a cui fa riferimento, mentre nei giorni scorsi l'Ue aveva contestato gli attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranità del Paese.
«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'Irna.
«Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso», ha poi accusato.
«Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra», ha commentato Baghaei.
«Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l'altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni», ha aggiunto.
'Legittima autodifesa'
Gli attacchi iraniani contro le basi e le infrastrutture utilizzate per lanciare attacchi illegali contro l'Iran costituiscono un legittimo esercizio di autodifesa«, ha aggiunto Baghaei, commentando l'attacco annunciato dalle Guardie della rivoluzione contro una base americana nella regione in risposta a un raid delle forze statunitensi contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan.
»La dichiarazione dell'Ue che incolpa l'Iran mentre esercita il suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi limitrofi è un esempio magistrale di indignazione morale selettiva, è ipocrita e sconsiderata«, ha affermato Baghaei su X senza specificare la dichiarazione di Bruxelles a cui fa riferimento, mentre nei giorni scorsi l'Ue aveva contestato gli attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranità del Paese.
I colloqui sul disarmo di Hamas riprenderanno giovedì in Egitto: lo hanno riferito al Times of Israel due diplomatici arabi coinvolti nel dossier. I colloqui sono stati finora in stallo, con Hamas che si rifiuta di accettare la proposta di disarmo del Board of Peace, sostenendo che Israele debba prima rispettare i termini della prima fase. Entrambe le parti si accusano a vicenda di ripetute violazioni, tra cui i continui attacchi israeliani e il rifiuto di Hamas di cedere il potere a un governo di transizione.
«Sebbene il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti, incaricato di sovrintendere alla gestione postbellica di Gaza, non abbia completamente abbandonato la possibilità che i colloqui con Hamas possano portare a dei risultati, il comitato sta prendendo sempre più in considerazione alternative al piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza», affermano i due diplomatici.
Tra le alternative, la più rilevante è quella che prevede di consentire l'avvio della ricostruzione nelle aree di Gaza ancora occupate da Israele.
«A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut». Lo ha comunicato il premier Benjamin Netanyahu in una nota congiunta insieme al ministro della Difesa Israel Katz.
Intanto l'esercito israeliano ha ordinato oggi agli abitanti di sette villaggi nel sud del Libano di lasciare le proprie abitazioni e di riparare a nord del fiume Zahrani, situato a sud della città di Sidone. In un post su X, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) in lingua araba, Avichay Adraee, ha dichiarato che «chiunque si trovi nelle vicinanze di membri di Hezbollah, delle sue strutture o dei suoi mezzi di combattimento mette a repentaglio la propria vita».
Secondo il corrispondente del quotidiano libanese L'Orient Le Jour, tra i sette villaggi c'è anche quello di cristiano di Addoussié ed «è la prima volta che viene minacciato».
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il suo Paese sta affrontando «una feroce e riprovevole aggressione israeliana», dopo che lo Stato ebraico ha intensificato la sua offensiva contro Hezbollah con la conquista del castello medievale di Beaufort.
Aoun ha condannato l'offensiva israeliana in un post su X e si è impegnato a «lavorare per porre fine alle sofferenze del popolo libanese, e in particolare delle persone nel sud». Oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione di emergenza sul Libano, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che la conquista del castello ha segnato una «svolta» nei combattimenti.
La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che due leader delle proteste nazionali di gennaio in Iran, Mehrdad Mohammadinia e Ashkan Maleki, sono stati giustiziati questa mattina. «Erano accusati di aver appiccato un incendio nel cortile di una moschea, provocando la distruzione della moschea e del seminario, danneggiando beni pubblici e scontrandosi con le forze di sicurezza», si legge nel comunicato. «I condannati erano accusati di 'atti contro la sicurezza del Paese' e di 'ingresso in luoghi di culto per contrastare il sistema'», aggiunge il comunicato, citato dall'Irna.
«L'Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e alcuni Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a »cinguettare« negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? Sedetevi e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene, come sempre!» Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

