

È iniziato a Gerusalemme l'incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'inviato e genero del presidente Trump Jared Kushner, come riferiscono i media israeliani.
Al colloquio prendono parte anche il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell'organismo creato da Trump. Ieri i tre inviati hanno incontrato i leader di Hamas in Egitto.
«Teheran considera i tre piloti iraniani catturati dal Qatar a marzo come prigionieri di guerra, finché il Qatar non smetterà di negarlo e non chiarirà la loro situazione»: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.
A luglio l'Iran aveva chiesto a Doha di fare chiarezza sulla sorte dei piloti, che stavano effettuando attacchi contro la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar. «Faremo tutto il possibile per far luce sulla loro situazione», ha spiegato.
In un manifesto elettorale, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Likud hanno indicato come nemico di Israele il sindaco di New York Zohran Mamdani insieme con presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il leader iraniano Mojtaba e il capo di Hezbollah Naim Qassem.
Il primo ministro ha anche postato su X l'immagine con lo slogan: «Vogliono che Netanyahu perda. Non lasciate che vincano».
Aperti seggi per primarie del Likud
Intanto questa mattina hanno aperti i seggi elettorali per le primarie del Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu. I 140.000 iscritti sono chiamati a scegliere i candidati per la lista elettorale del partito.
Dai sondaggi pubblicati finora in Israele, il Likud sembra arrivare a 22-24 seggi alle elezioni del 27 ottobre, un dato in calo rispetto agli attuali 32. Il Likud è uno dei pochi partiti in Israele a tenere le primarie. Il voto si concluderà in serata e i risultati saranno resi noti durante la notte.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una «scadenza» e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l'intesa.
«Nel testo del memorandum d'intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla 'revoca delle sanzioni' e alla 'questione nucleare', che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni», ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.
Due droni Hadid-110 lanciati dall'Iran hanno preso di mira l'ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali.
La Direzione Generale per l'Antiterrorismo (CTD), ha condannato l'attacco notturno, giudicandolo «del tutto inaccettabile». Ha inoltre avvertito che «i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze».
Scadono oggi i 60 giorni di tregua tra Usa e Iran stabiliti nell'accordo di Islamabad. Un periodo che Teheran avrebbe usato per prepararsi a uno scontro più ampio, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da fonti iraniane e arabe. L'intesa raggiunta in Pakistan, ricordiamo, prevedeva un periodo di due mesi per negoziare un accordo che ponesse fine al conflitto tra Washington e Teheran.
Nel frattempo, un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica ha affermato che «l’assetto difensivo dell’Iran è pronto a trasformarsi in un assetto offensivo», riferendosi a possibili «sorprese strategiche».

