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La diretta
«L'Iran ha un nuovo piano per uccidere Donald Trump»
© KEYSTONE (AP Photo/Altaf Qadri)
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2 mesi fa
Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal – Il presidente USA: «Finora sono stato fortunato, ma forse non durerà a lungo» – Oltre 40 milioni di persone hanno partecipato ai funerali di Ali Khamenei – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 mesi fa
«Gli Usa chiedono all'Iran di dichiarare Hormuz aperto a tutte le navi»

L'amministrazione Trump ha chiesto all'Iran una comunicazione pubblica in cui si precisa che lo Stretto di Hormuz è aperto e in cui Teheran si impegna a smetterla di sparare alle navi commerciali. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando un funzionario americano, secondo il quale se l'Iran non lo farà ci potrebbero essere conseguenze. Gli Stati Uniti si aspettano che Teheran dica qualcosa pubblicamente per allentare le preoccupazioni americane.

2 mesi fa
L'Iran agli Emirati: «Vi riteniamo responsabili per aver sostenuto gli Usa»

Gli Emirati Arabi Uniti devono essere ritenuti responsabili per aver sostenuto l'attacco statunitense all'Iran. Lo ha dichiarato oggi il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali, Kazem Gharibabadi, in un post su X.

Gharibabadi ha citato un documento del Dipartimento del Commercio statunitense che allenta i controlli sulle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti in riconoscimento del loro sostegno agli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, inclusa l'operazione Epic Fury.

2 mesi fa
«Una delegazione Usa a Beirut per la tregua fra Israele e Hezbollah»

Una delegazione militare americana è arrivata a Beirut per aiutare nell'attuazione dell'accordo per mettere fine al conflitto fra Israele e Hezbollah. Lo riporta il Financial Times citando due funzionari libanesi, secondo i quali la delegazione del Us Central Command è arrivata oggi in vista dei colloqui fra Libano e Israele che si terranno a Roma la prossima settimana.

2 mesi fa
«Il 60% degli israeliani non considera Netanyahu affidabile»

Secondo un sondaggio di Channel 12, sei israeliani su dieci non considerano affidabile il primo ministro Benyamin Netanyahu. Lo scrive The Times of Israel.

Il sondaggio rivela che il 60% degli israeliani non considera affidabile il primo ministro, contro il 38% che lo ritiene tale. Al contrario, la maggior parte degli intervistati (54%) considera affidabile il suo principale rivale, Gadi Eisenkot, mentre il 29% non lo ritiene tale.

L'ex primo ministro Naftali Bennett, anch'egli in corsa per spodestare Netanyahu, è considerato inaffidabile dal 53% degli intervistati, contro il 41% che si fida di lui.

Il sondaggio rileva inoltre che quasi due terzi degli israeliani affermano che la recente offensiva legislativa della coalizione Netanyahu, comprese le proposte di legge volte a consentire agli uomini Haredi di continuare a evitare la leva militare, influenzerà il loro voto. La fonte non sembra specificare quanti israeliani siano stati intervistati, né il margine di errore.

2 mesi fa
«Incendio in una raffineria di petrolio in Iran»

L'agenzia iraniana Irna riferisce che un incendio è divampato in un impianto del settore petrolifero nell'Iran occidentale. Le cause sono ancora ignote. Il rogo è scoppiato presso l'azienda di trasformazione Exin nel distretto di Pole Dokhtar, nella provincia del Lorestan.

Il governatore di Pole Dokhtar ha esortato i cittadini a evitare di avvicinarsi al luogo dell'incidente, in modo che le squadre di soccorso e i vigili del fuoco possano svolgere le operazioni di spegnimento in modo più sicuro e rapido. La mini-raffineria, con una capacità di cinquemila barili, si trova su un terreno di 12 ettari.

2 mesi fa
Nuove sanzioni Usa all'Iran per gli attacchi nello Stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni all'Iran in risposta agli attacchi a tre navi nello Stretto di Hormuz nei giorni scorsi. Nel mirino c'è, fra l'altro l'intermediario finanziario Ali Ansari che «gestisce una vasta rete globale di beni a vantaggio» della guida suprema Mojtaba Khamenei e di altri nel regime.

Intanto, l'Iran potrebbe tentare di ricostruire i suoi impainti nucleari. Lo afferma la Cnn che ottenuto Immagini satellitari in cui si mostra infatti qualche attività presso diversi siti nucleari e impianti missilistici in tutto il Paese fra la fine di giugno e gli inizi di luglio.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si recherà domani in Oman a capo di una delegazione diplomatica per colloqui sugli sviluppi regionali, in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Irna, scrive al Jazeera. Il rapporto non ha fornito ulteriori dettagli sugli incontri programmati o sui funzionari che Araghchi dovrebbe incontrare.

2 mesi fa
«Sei palestinesi aggrediti e feriti da coloni israeliani a Hebron»

Sei palestinesi appartenenti alla stessa famiglia sono rimasti feriti oggi dopo essere stati aggrediti a percosse e con spray al peperoncino da coloni israeliani nella comunità di Huwara, a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Lo riportano Anadolu e al al Jazeera citando la Mezzaluna Rossa che ha prestato soccorso ai feriti - tra cui un anziano, donne e bambini - prima di trasferirli in ospedale.

Osama Makhamreh, attivista contro gli insediamenti, ha dichiarato che i coloni hanno aggredito la famiglia dell'ottantenne Ibrahim Ismail al-Jabour mentre si trovava sul proprio terreno, vicino alla propria abitazione. I coloni hanno picchiato i membri della famiglia e spruzzato spray al peperoncino sui loro volti, ferendo l'anziano, diverse donne e alcuni bambini, ha raccontato.

Secondo la Commissione palestinese contro la colonizzazione e il muro, nella prima metà di quest'anno i coloni hanno compiuto 3.488 attacchi in tutta la Cisgiordania, uccidendo 17 palestinesi. Dall'8 ottobre 2023, gli attacchi dell'esercito israeliano e dei coloni in Cisgiordania hanno causato la morte di 1'179 palestinesi e il ferimento di altri 12'666, oltre all'arresto di circa 24'000 persone.

2 mesi fa
Ghalibaf: «La guerra non finirà mai con la resa dell'Iran»

«Il conflitto con l'America non finirà mai con la resa dell'Iran». Lo ha detto il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf citato dall'agenzia Fars.

«A mio avviso, solo chi è pronto alla guerra può negoziare con l'America. Durante i negoziati, ho spiegato al vicepresidente degli Stati Uniti che non abbiamo fiducia in loro. Non abbiamo mai smesso di prepararci a difendere il nostro Paese e, qualora gli americani tradissero questo accordo, siamo pronti a una difesa su vasta scala e ci opporremo con fermezza, difendendo i diritti del popolo iraniano», ha affermato.

«Hanno assaggiato la potenza e la prontezza militare dell'Iran e sanno che non lasceremo andare l'America. Porre fine alla guerra è una priorità per i Paesi del mondo, ma tutti devono sapere che questo conflitto non finirà mai con la resa dell'Iran», ha sottolineato.

2 mesi fa
2561 terroristi che hanno partecipato al 7 ottobre sono stati uccisi da Idf

Sono ''2561 i terroristi di Hamas e della Jihad Islamica infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e che hanno partecipato all'attacco ad essere stati uccisi da Israele ad oggi''. Lo riporta Channel 12, citando fonti militari.

Circa mille sono stati uccisi nell'ambito dei combattimenti il giorno del massacro e i restanti in operazioni guidate dell'unità speciale Nili, una task force congiunta dei servizi di sicurezza israeliani creata per rintracciare e uccidere tutti i membri delle organizzazioni palestinesi responsabili e coinvolti nell'eccidio del 7 ottobre, in cui 1200 persone sono rimaste uccise, di cui 800 civili. Secondo Channel 12, nella lista di Nili

Intanto, stando all'agenzia iraniana Fars, vicina ai Pasdaran, le notizie riguardanti un nuovo round di colloqui Iran-Usa la prossima settimana sono false. Fars cita una fonte informata vicina al team negoziale di Teheran.

La fonte, secondo quanto riferito, ha smentito le notizie pubblicate sulla conclusione dei preparativi per i colloqui a Islamabad, così come l'affermazione che i colloqui tecnici proseguiranno la prossima settimana, dichiarando: «Queste notizie sono false e prive di fondamento». «Qualsiasi notizia relativa all'andamento dei colloqui, in caso di sviluppi, verrà diffusa esclusivamente attraverso i canali ufficiali della Repubblica Islamica dell'Iran, e le affermazioni pubblicate da alcuni media stranieri non sono attendibili». Ci sono ancora ''alcune centinaia di nomi''.

2 mesi fa
Iran, in fiamme una raffineria nell'ovest del Paese

Il governatore del distretto di Pol-e Dokhtar, nell'Iran occidentale, ha dichiarato che oggi pomeriggio è scoppiato un incendio nella raffineria Axin a Sarab-e Hamam. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr, sottolineando che non appena è stato segnalato l'incendio, i vigili del fuoco sono stati inviati sul posto.

Le operazioni di spegnimento e contenimento dell'incendio sono tuttora in corso. Secondo le prime indagini, l'incendio è divampato nell'area di stoccaggio dei materiali di scarto e si è propagato rapidamente. Secondo quanto riferito, finora non si sono registrate vittime né feriti e i danni sono di natura esclusivamente economica. Le cause esatte dell'incidente sono oggetto di indagine da parte delle autorità.

2 mesi fa
Israele: «La detenzione del direttore dell'ospedale Kamal Adwan è legittima»

Israele sostiene che la detenzione di Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, sia «legittima», respingendo le notizie secondo cui il medico verserebbe in condizioni di salute critiche, come affermato dall'avvocato che lo ha visitato il 2 luglio per conto dell'organizzazione israeliana «Medici per i diritti umani».

Lo ha scritto su X la missione diplomatica israeliana presso le organizzazioni dell'ONU a Ginevra, secondo cui Abu Safiya è «un colonnello di Hamas, detenuto legalmente da Israele sulla base di informazioni di intelligence concrete. In nessuna fase della sua detenzione ha mostrato alcuna indicazione di pericolo di vita».

La dichiarazione arriva dopo che una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e diverse organizzazioni umanitarie hanno espresso preoccupazione per il caso di Abu Safiya. L'Alta Corte di Giustizia israeliana sta ancora esaminando un ricorso presentato da «Medici per i diritti umani», che chiede il rilascio del medico e di altri 13 operatori sanitari di Gaza detenuti nelle carceri israeliane.

Mercoledì lo Stato ha depositato la propria risposta, ribadendo che la detenzione è legittima e chiedendo alla Corte di respingere il ricorso.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, in un'intervista al quotidiano emiratino The National, ha dichiarato: «Non c'è motivo di avere un conflitto aperto tra Turchia e Israele. Con l'avvicinarsi delle elezioni, Netanyahu ha bisogno di un nemico. Dopo aver mosso guerra contro Hamas, Hezbollah e l'Iran, ha bisogno di un altro avversario e sta cercando di individuarlo nella Turchia».

Secondo Fidan, «le politiche del governo Netanyahu non sono solo un problema per noi, ma rappresentano un peso per Israele, per l'intera regione e una minaccia alla sicurezza internazionale. Tutti ne sono consapevoli e penso che anche Trump lo sappia». Il ministro ha poi aggiunto: «Per fortuna in Israele ci sono ancora persone sagge e perbene, dotate di visione strategica: non tutti sono come Netanyahu e il suo entourage».

2 mesi fa
«La detenzione di Kamal Adwan di Beit Lahia è legittima»

Israele afferma che la detenzione di Hussam Abu Safiya, il direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, è ''legittima'', respingendo le notizie secondo cui si troverebbe in condizioni di salute critiche, come affermato dall'avvocato che l'ha visitato il 2 luglio per conto dell'organizzazione israeliana «Medici per i diritti umani».

Lo scrive su X la missione diplomatica israeliana presso le organizzazioni dell'Onu a Ginevra, secondo cui Abu Safiya è ''un colonnello di Hamas, detenuto legalmente da Israele sulla base di informazioni di intelligence concrete. In nessuna fase della sua detenzione ha mostrato alcuna indicazione di pericolo di vita''.

La dichiarazione giunge dopo che una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e diverse organizzazioni umanitarie hanno lanciato l'allarme sul caso di Abu Safiya in questi giorni. L'Alta Corte di Giustizia israeliana sta ancora esaminando un ricorso presentato da «Medici per i diritti umani» in cui chiede il rilascio di Abu Safiya e altri 13 operatori medici di Gaza detenuti nelle carceri israeliane.

Mercoledì lo Stato ha presentato la sua risposta, affermando che la detenzione è legittima e chiedendo alla Corte di respingere il ricorso.

Intanto, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in un'intervista al quotidiano emiratino The National ha dichiarato: «Non c'è motivo di avere un conflitto aperto tra Turchia e Israele. Con l'avvicinarsi delle elezioni, Netanyahu ha bisogno di un nemico. Dopo aver mosso la guerra contro Hamas, Hezbollah e l'Iran, ha bisogno di un altro nemico e sta cercando di ottenerlo attraverso la Turchia''.

Secondo Fidan, ''le politiche del governo di Netanyahu non sono solo un problema per noi, sono un fardello per Israele, per la regione e una minaccia per la sicurezza internazionale. Tutti sono d'accordo su questo, e penso che anche Trump lo sappia'', ha aggiunto. ''Grazie a Dio, in Israele ci sono ancora persone sane e perbene, dotate di saggezza e visione strategica, non tutti sono come Netanyahu e i suoi'', ha affermato.

2 mesi fa
Possibile round negoziati settimana prossima: «Forse in Svizzera»

Un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran potrebbe svolgersi la prossima settimana, possibilmente in Svizzera. Lo scrive Axios, citando una fonte diplomatica ben informata, dopo che Donald Trump, con un post su Truth Social, ha detto di aver accettato di continuare, come avrebbe richiesto Teheran, i negoziati, ma ha ribadito che il cessate il fuoco «è finito».

Negoziatori del Qatar oggi si sono recati, in coordinamento con gli Usa, in Iran per incontrare funzionari di Teheran nel tentativo di far rientrare l'escalation degli ultimi giorni e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati, scrive ancora Axios citando un diplomatico informato della visita. «E' chiaro che entrambe le parti vogliono tornare al memorandum di intesa», ha aggiunto il diplomatico, riferendosi al memorandum di intesa firmato da Iran e Stati Uniti a metà giugno.

2 mesi fa
Usa-Iran, possibile round di negoziati la settimana prossima «forse in Svizzera»

Un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran potrebbe svolgersi la prossima settimana, possibilmente in Svizzera. Lo scrive Axios, citando una fonte diplomatica ben informata, dopo che Donald Trump, con un post su Truth Social, ha detto di aver accettato di continuare, come avrebbe richiesto Teheran, i negoziati, ma ha ribadito che il cessate il fuoco «è finito».

Negoziatori del Qatar oggi si sono recati, in coordinamento con gli Usa, in Iran per incontrare funzionari di Teheran nel tentativo di far rientrare l'escalation degli ultimi giorni e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati, scrive ancora Axios citando un diplomatico informato della visita. «E' chiaro che entrambe le parti vogliono tornare al memorandum di intesa», ha aggiunto il diplomatico, riferendosi al memorandum di intesa firmato da Iran e Stati Uniti a metà giugno.

2 mesi fa
Gaza, ucciso da Idf un autista palestinese che portava aiuti umanitari

Un camionista palestinese che trasportava aiuti umanitari dell'organizzazione «World Central Kitchen» (Wck) nella Striscia di Gaza è stato ucciso ieri a colpi d'arma da fuoco dall'Idf. Lo riporta Haaretz citando il Guardian, che ha raccolto testimonianze dirette da Gaza.

Secondo le testimonianze, l'autista, Ahmed Nasser Salim, è stato colpito da un proiettile alla testa dopo essere stato costretto dai soldati a scendere dal camion, nel momento in cui il convoglio di aiuti umanitari di cui faceva parte, e coordinato con le autorità israeliane, si era fermato nel tragitto sul Corridoio Filadelfia, al confine con l'Egitto, a causa di un guasto a uno dei camion.

Secondo il sindacato degli autotrasportatori di Gaza, gli autisti sono stati fatti scendere dai camion, picchiati e costretti a spogliarsi, prima che Salim fosse ucciso dagli spari. Il portavoce dell'Idf ha confermato al Guardian la sparatoria, sostenendo che i soldati avevano identificato tre autisti di camion di aiuti umanitari che si erano fermati lungo la strada ed erano scesi dai loro veicoli ''violando le procedure stabilite''.

''I soldati'', continua la nota dell'Idf, ''hanno fermato gli autisti per interrogarli, mentre uno di loro è corso verso di loro. Le forze hanno attivato la procedura di arresto del sospetto e, dopo aver identificato una minaccia immediata, hanno aperto il fuoco. Il ferito ha ricevuto le prime cure mediche ed è stato trasferito alla Croce Rossa. Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine''. Nell'aprile del 2024, sette operatori umanitari di «World Central Kitchen» erano rimasti uccisi in un raid israeliano a Deir al-Balah, nonostante il convoglio di cui facevano parte fosse pienamente coordinato con le autorità israeliane. All'epoca, l'Idf aveva parlato di un ''tragico errore''.

Il portavoce dell'Idf comunica anche che le truppe israeliane hanno ucciso, in due raid diversi questa settimana nella Striscia di Gaza, ''due comandanti di Hamas''. Mercoledì, l'Idf ha colpito nel nord della Striscia, ''eliminando il terrorista Khalil Jamal Khalil Manna, comandante del quartier generale per la produzione di armi dell'ala militare di Hamas''. Secondo quanto comunicato dall'Idf, Manna ''ricopriva un ruolo chiave, supervisionando le operazioni e i processi produttivi di lanciarazzi, e guidava gli sforzi di Hamas per ripristinarne l'operatività durante il cessate il fuoco''.

Sempre nel nord della Striscia di Gaza, giovedì l'Idf ha ucciso in un raid ''Osama Walid Deeb Muhareb, comandante di compagnia del battaglione Nuseirat di Hamas'', affermando di aver ''adottato misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'utilizzo di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea''. Secondo quanto riportato da Haaretz, citando fonti palestinesi dentro la Striscia di Gaza, dieci palestinesi, tra cui tre bambini, sono stati uccisi ieri e l'altro ieri in attacchi israeliani.

2 mesi fa
Egitto e Qatar: «Iran e Usa tornino al tavolo dei negoziati»

I ministri degli Esteri egiziano e qatariota hanno esortato gli Stati Uniti e l'Iran a riprendere i negoziati, mentre il presidente americano Donald Trump ha affermato che Washington ha accettato di continuare i colloqui con Teheran, ma ha ribadito che il cessate il fuoco tra i due Paesi è terminato.

Durante una telefonata, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, «hanno esortato tutte le parti a dare priorità al linguaggio della diplomazia e del dialogo e a tornare al tavolo dei negoziati», ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato.

2 mesi fa
Trump: «I colloqui con l'Iran proseguono, ma cessate il fuoco è finito»

L'Iran «ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato». Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth.

Il presidente Usa ha «lasciato istruzioni» nel caso in cui l'Iran dovesse riuscire a portare a termine il suo piano di ucciderlo. Lo ha detto il presidente al New York Post, precisando di aver lasciato detto che «se dovesse succedere qualcosa, bisognerebbe bombardarli con una potenza mai vista».

Trump ha detto che l'Iran lo vuole morto da anni. Rispondendo in un'intervista al New York Post a chi gli chiedeva dell'avvertimento di Israele su un piano iraniano per ucciderlo, il presidente ha risposto: «No, no. Israele non ha trovato nulla. Sono il numero uno» nella lista iraniana delle persone da eliminare «da molto tempo».

Intanto, l'amministrazione americana sta valutando di piazzare nuove barriere metalliche su Pennsylvania Avenue davanto alla Casa Bianca per incrementare le misure di sicurezza attorno al presidente Trump. Lo riporta il Washington Post citando tre fonti informate.

Il Secret Service potrebbe anche decidere di impedire il transito pedonale davanti alla residenza presidenziale qualora venissero ravvisati rischi per il tycoon. Dal ritorno di Trump alla Casa Bianca l'accesso a tutta la zona intorno è protetta da barriere metalliche temporanee presidiate dagli agenti del Secret Service, mentre le amministrazioni si erano opposte di installare recinzioni temendo che ciò potesse limitare l'accesso delle migliaia di turisti che ogni giorno visitano il piazzale antistante la Casa Bianca.

Niente coinvolgimento Israele

Nel frattempo, l'amministrazione Trump non vuole il coinvolgimento di Israele nei combattimenti in corso con l'Iran perché teme di perdere il controllo del conflitto. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il premier israeliano Benjamin Netanyahu vorrebbe unirsi agli attacchi ma «per il momento gli Stati Uniti non vogliono».

2 mesi fa
«Mediatori Qatar in Iran per ridurre la tensione e riaprire i colloqui»

I mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati in Iran per cercare di ridurre la tensione e creare le condizioni per far ripartire le trattative. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i colloqui fra il Qatar e l'Iran sono ancora in corso «ma è chiaro che tutte e due le parti vogliono tornare al memorandum of understanding».

Intanto, Jeb Bush lancia l'allarme sui droni iraniani a Cuba. L'ex governatore della Florida ed ex candidato alle primarie repubblicane per la Casa Bianca - come riporta The Hill - sostiene che sarebbero oltre 300 i droni militari di Teheran schierati nell'isola caraibica, rilanciando indiscrezioni circolate nei mesi scorsi su presunti piani per colpire obiettivi americani come la base di Guantanamo o Key West.

«L'Iran ha rappresentato una minaccia costante per gli interessi di sicurezza condivisi dal nostro Paese e, certamente, da Israele - ha detto Bush durante un evento dell'organizzazione United Against Nuclear Iran, di cui è presidente - Ora vediamo che la minaccia non riguarda solo Israele e gli Stati Uniti, ma anche la regione del Golfo. Vorrei sottolineare che, secondo quanto riportato dalla stampa, a Cuba sarebbero presenti 300 di questi droni». Quindi ha elogiato gli sforzi dell'attuale amministrazione per contrastare le capacità militari della Repubblica islamica, affermando che «siamo a un passo dal creare un mondo molto più pacifico opponendoci a questa aggressione». Anche il deputato Carlos Gimenez, repubblicano della Florida, ha parlato dei droni, spiegando che i hanno «un raggio d'azione di circa 2'500 chilometri, e potrebbero raggiungere New York».

L'amministrazione Usa non ha confermato pubblicamente l'entità della minaccia, ma il mese scorso, durante una visita a Guantánamo Bay, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha avvertito che le forze Usa sono «pronte ad affrontare qualsiasi eventualità».

2 mesi fa
Distrutti 5 tunnel di 2 km nel nord della Striscia di Gaza

«Le forze di riserva della 14a Brigata hanno distrutto cinque tunnel a nord della Striscia di Gaza per una lunghezza totale di circa 2 chilometri. Con il completamento della loro missione, verranno ora sostituite dalla 179a Brigata». Lo comunica il portavoce dell'IDF in una nota.

L'esercito dello Stato ebraico ha inoltre specificato che i tunnel bonificati si trovavano nell'area «a est della Linea Gialla», ossia nell'area della Striscia di Gaza ancora sotto il controllo dell'IDF, che si stima sia il 60% dell'enclave.

La settimana scorsa, il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato che l'esercito ha distrutto l'83% dei tunnel di Hamas nell'area controllata da Israele.

Nella nota, il portavoce dell'IDF ha inoltre dichiarato che ieri l'esercito israeliano «ha colpito nel sud della Striscia di Gaza eliminando il terrorista Yahya Saeed Mohammed Hamdan, comandante di cellula di Nukhba, unità di élite dell'ala militare di Hamas».

Hamdan, viene precisato «si era infiltrato nella base militare di Re'im durante il massacro del 7 ottobre e negli ultimi mesi aveva sferrato attacchi contro le truppe israeliane e cercato di ripristinare la capacità operativa dell'organizzazione terroristica Hamas».

2 mesi fa
Concluse cerimonie per Khamenei, 40 milioni di partecipanti

I media iraniani hanno affermato che oltre 40 milioni di persone hanno partecipato ai funerali del defunto leader supremo del Paese Ali Khamenei, che è stato ora sepolto dopo le cerimonie durate quasi una settimana. Lo scrive Sky News Uk.

Secondo le prime stime, l'agenzia di stampa Fars News Agency ha affermato che si è trattato del «funerale più grande della storia mondiale». Il funerale si è protratto per sei giorni, con un breve tratto in territorio iracheno.

Ieri si è conclusa la cerimonia pubblica dei funerali di Ali Khamenei a Mashhad, sua città natale, presso il Santuario dell'Imam Reza, dove il leader è stato sepolto.

Khamenei riposerà accanto ai suoi familiari, anch'essi uccisi dai bombardamenti degli USA e Israele.

Secondo l'emittente iraniana Press Tv le cerimonie funebri che si sono svolte in cinque città - Teheran, Qom, Najaf, Karbala e Mashhad - hanno attirato folle immense che le autorità, citate dall'agenzia di stampa Fars, stimano tra i 41 e i 43 milioni di persone.

Questi dati, scrive Press Tv, si basano su una combinazione di informazioni, tra cui i registri dei passeggeri dei mezzi pubblici da e per i luoghi delle cerimonie, la presenza di segnali di telefonia mobile attivi in aree chiave come la Moschea e i principali percorsi delle processioni, una durata media di partecipazione individuale di circa due ore e mezza, calcoli dettagliati della densità della folla lungo i percorsi delle processioni a Teheran, misurazioni dell'area fisica dalla Moschea di Jamkaran al Santuario di Qom e il percorso dall'aeroporto al al Santuario dell'Imam Reza a Mashhad.

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